Aborto fai da te

 

Ricevo [il 3 ottobre u.s., sempre da parte di: it.politica.cattolici - Lista di informazione su cattolici e politica sotto la protezione di Giuseppe Tovini; vedi "consenso" N. 2], il seguente "bellissimo e chiarissimo articolo a firma di Mario Palmaro che comparirà sul prossimo numero del Settimanale della Diocesi di Como. È un'anteprima: gustatela!". Mi sembra di fare cosa utile ai frequentatori di questo sito con il proporlo qui, tra i "consensi".

"Arriva l'aborto "fai da te". Basta la parola, come per il famoso confetto lassativo: si chiama Norlevo e costerà circa 15.000 lire. Una donna entra in farmacia, lo compra, lo usa, ed espelle il figlio. Un figlio piccolo piccolo, intendiamoci: non se ne accorgerà nessuno. Un embrione di pochi giorni, che vuoi che sia. Un piccolo aborto. Anzi, no: un anticoncezionale.

Ecco servita la menzogna rassicurante, la verità ribaltata per narcotizzare le coscienze: il Norlevo intercetta la cellula uovo già fecondata, cioè a concepimento avvenuto, cosicché l'embrione prende la via della latrina invece che quella naturale dell'utero. L'indignazione è grande se si pensa che il bugiardo è un Ministro della Repubblica, un medico, un autorevole luminare: Umberto Veronesi. Perché solo un bugiardo può affermare che una pillola come il Norlevo non è un abortivo. Pensavo in tutta sincerità - e l'ho scritto più volte - che Rosy Bindi fosse una sciagura senza eguali per la sanità italiana, ma dopo pochi mesi di gestione Veronesi mi devo ricredere: c'è qualcuno che può fare di peggio. E' evidente che il difetto sta nel manico: nell'alleanza raccogliticcia marxista-libertaria che, con l'ormai sempre più inspiegabile sostegno di una parte dei cattolici, porta nei palazzi del potere tutte le peggiori idee e le più abbiette leggi prodotte da quella specie di cultura. Ma questa volta Veronesi ha commesso uno scivolone imperdonabile, perché l'affair del Norlevo mette "in fuori gioco" il Governo Amato sotto tutti i punti di vista.

1. Sul piano della ragione, perché contrabbanda un abortivo per contraccettivo. Il centro sinistra è, per storia e vocazione, un tetragono difensore dell'aborto di Stato. Ma almeno, che abbia l'onestà di chiamare le cose con il loro nome.

2. Sul piano della deontologia medica, perché si ingannano milioni di donne che, magari disposte a praticare la contraccezione, sarebbero in coscienza contrarie a praticare un aborto. Questo Governo le tratta come delle minorate mentali, facendo loro espellere il figlio in incognita. Occhio non vede e cuore non duole: alla faccia del codice di deontologia medica del 1995.

3. Sul piano giuridico, perché basta consultare qualsiasi manuale di diritto penale per scoprire che nella definizione di "aborto procurato" rientra perfettamente la fattispecie di chi utilizzi il Norlevo. La stessa legge 194 - pur così permissiva - proibisce ogni modalità di soppressione del concepito estranea alle procedure contemplate dalla normativa.

4. Sul piano politico, perché la sinistra volle legalizzare l'aborto per "socializzare il problema", mentre il Norlevo non fa che "privatizzare" il dramma che si consuma ogni volta che un bambino non viene accolto.

5. Sul piano morale, perché rivela un tasso di cinismo impressionante, che percorre trasversalmente tutti i settori della coalizione che ci governa: il premier Amato parlò anni fa della sua ripugnanza di fronte all'aborto, ma ora tace di fronte al decreto con cui Veronesi rende ancora più facile uccidere i non nati. I Popolari, seppure illuminati dalla dottrina sociale della Chiesa, tacciono. Purtroppo pagano il peccato originale di un partito che nel 1978 firmò la legge 194, e di un uomo come Giulio Andreotti che ancora in queste ore dichiara in un'intervista che "in quel contesto lo rifarei ancora". E' la legge della poltrona, dalla quale non ci si schioda nemmeno per salvare la vita a degli innocenti.

6. Sul piano della coerenza, morale e mentale: perché non c'è alcun senso nello strapparsi le vesti di fronte agli orrori perpetrati ai danni dei fanciulli dai pedofili, e poi rendere legale una pastiglietta che è stata studiata esclusivamente per uccidere bambini. Forse dovremmo chiedere a Gad Lerner, che non teme di mostrare immagini sconvolgenti, di offrire agli spettatori del Tg1 la descrizione filmata di un aborto. Se non altro, credo che in quel caso lo costringerebbero a dimettersi davvero.

Agli animi più delicati questo linguaggio può apparire duro, ingeneroso, eccessivo. Ma è giunto il momento di permettere alle nostre parole di denunciare la cultura di morte che ci sovrasta in tutta la sua lugubre imponenza. Dobbiamo fermare i nipotini di Mengele."

Quale commento piu' efficace di un attimo di raccoglimento? (con l'invito ad andare a leggere nell'appendice a questo punto un cenno sulle radici lontane di certe "politiche": si capira' allora forse meglio perche' i personaggi citati non possono far nulla che continuare a "servire" i padroni che hanno sempre servito...)

 

(UB, 10.10.2000)