DOCUMENTAZIONE RELATIVA A UN TENTATIVO DI RISOLVERE UNA DISCUSSIONE SULL'OMEOPATIA SECONDO I CANONI DI UNA CORRETTA ETICA SCIENTIFICA.
 
 
 
 

1 - Antefatto
 
 

Come ben noto il C.I.C.A.P., ovvero Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, e' un'associazione "scientifica e pedagogica" che, sul tipo di altri analoghi gruppi stranieri (che si auto-definiscono "scettici"), si propone le finalita' indicate nella sua esplicita denominazione, "per il futuro della scienza e della ragione" [vedi pagina Links nel presente sito, N. 11].

Nell'ambito della propria interessante e meritoria indagine "statutaria" nel campo dei cosiddetti fenomeni paranormali, il CICAP (d'ora in poi piu' semplicemente) estende qualche volta la sua "indagine critica" anche al dominio di quelle che vengono chiamate le "pseudo-scienze", adottando di solito, nel corso del dibattito, la posizione della "scienza ufficiale" [vedi per esempio la "spiegazione" del paradosso di Olbers, al punto N. 11 della pagina sui Fondamenti della Fisica].

Un caso paradigmatico di queste "escursioni" dalla fenomenologia paranormale propriamente detta a quella che non sembrerebbe obiettivamente potersi definire tale, e' dato per esempio dalla discussione sull'eventuale validita' delle "medicine alternative", tra le quali spicca in particolare, come tutti sanno, la questione OMEOPATIA.

Lo scrivente non e' in alcun modo un "esperto" di siffatti problemi, ne' ha alcuna fondata opinione personale in proposito, ma considera l'analisi delle modalita' con cui si svolge tale "confronto" assai interessante dal punto di vista epistemologico, in ordine per esempio alla valutazione se esso venga condotto o meno secondo i dettami di una accettabile "metodologia scientifica", alla quale tutti, almeno a parole, dichiarano di volersi attenere.

Il punto di vista del CICAP, ufficialmente esposto per esempio nel numero 28 (novembre-dicembre 1999) della sua rivista "Scienza e Paranormale", e' che le medicine alternative siano da inquadrarsi tutte assai semplicemente sotto il profilo delle "ciarlatanerie", e che ogni loro eventuale "successo" sia da ascriversi unicamente a effetti di auto-suggestione (placebo), dovuti all'instaurarsi di un particolare rapporto di dipendenza psicologica tra medico (curatore, stregone) e malato (spesso "immaginario"). Quello che segue e' il commento inviato dallo scrivente a diversi sostenitori dell'omeopatia, invitandoli a "difendersi"*.
 
 

"Cari amici,

avevo per diversi motivi recentemente scritto a ciascuno di voi, ma proprio oggi mi capita di ricevere l'ultimo numero di "Scienza e Paranormale", la nota rivista del CICAP, nella quale trovo tra l'altro le seguenti affermazioni relative all'omeopatia, che giro alla vostra attenzione a conferma di quanto avevo gia' avuto modo casualmente di dirvi. Se io fossi uno studioso o un praticante di tale disciplina ne resterei veramente offeso, e ritengo che un vostro competente intervento sia oltremodo doveroso. La ricerca della verita', in questo come in altri settori, deve essere sempre al primo posto negli obiettivi di ogni persona che si mette al servizio della conoscenza...
 
 

Sempre un cordialissimo saluto dal vostro UB
 
 

Citazioni:
 
 

Tullio Regge, a pag. 8
 
 

L'omeopatia sembra innocua e al piu' un invito a bere acqua fresca o ingerire pillole senza arte ne' parte. In realta' molte persone che soffrono di malattie gravi ma guaribili si curano con dei placebo e perdono tempo prezioso ... In parte il fenomeno e' dovuto alla spregiudicata condotta di gara di ciarlatani senza scrupoli e di mistici fondamentalisti...
 
 

Dall'articolo di Giancarlo Lancini, a pag. 34 e segg., che va letto tutto, cito la conclusione:
 
 

Riconoscendo la mancanza di efficacia di tutti i trattamenti omeopatici esaminati, viene fornita una chiarissima indicazione ai medici sia omeopati che tradizionali: questi trattamenti non devono essere prescritti se non si vuole ingannare, invece che curare, il paziente.
 
 

Dall'articolo di Sandro Masoni, a pag. 48 e segg., che pure va letto tutto, cito alcune parole dal paragrafo "Perseguibilita' della truffa e della frode omeopatiche":
 
 

Quando un fatto di "spaccio omeopatico" manca di uno o piu' elementi essenziali - oggettivi o soggettivi - necessari per la configurabilita' del delitto di truffa, possono ravvisarsi eventualmente gli estremi della figura residuale del delitto di frode nell'esercizio del commercio...
 
 

A pag. 59, di omeopatia etc. si riparla a proposito del libro "I ciarlatani della salute", "ciarlatani dai quali siamo sempre piu' invasi"...
 
 

Direi che basta, per cominciare."
 
 
 
 

Il caso omeopatia, si diceva, e' particolarmente interessante, perche' si sarebbe di fronte, secondo le affermazioni dei sostenitori di tale approccio terapeutico, ad obiettivi "risultati sperimentali", che non riescono viceversa ad avere, almeno per il momento, alcuna adeguata "spiegazione" teorica.

Non si puo' qui entrare in dettaglio su tale assai vexata quaestio, che ha compreso recentemente l'aspra polemica relativa alle dichiarazioni del noto ricercatore Jacques Benveniste su quella che e' stata definita la "memoria dell'acqua" (un "caso" che e' stato persino oggetto di un libro: Michel Schiff, "Un cas de censure dans la science", Albin Michel, Parigi, 1994). Dopo aver dato, nel prossimo paragrafo, una sintetica presentazione di cosa sia l'omeopatia - secondo le parole dell'attuale Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopatici, Dott. Pindaro Mattoli, e una breve "nota" del Prof. Bellavite (vedi alla fine del presente testo) - ci sembra pero' assai istruttivo far vedere come si sia sviluppato in passato, o meglio non sviluppato, un confronto tra le due parti in causa.

E' capitato in effetti che, nel corso del convegno annuale del CICAP relativo all'anno 1992, tenutosi a Saint-Vincent, siano state ripetute dal palco le solite contestazioni all'omeopatia, una pratica "truffaldina" che pretenderebbe di "guarire" malati con della semplice "acqua fresca", raggiungendo come si e' detto qualche risultato solo per remissione spontanea della "patologia" lamentata, e per effetto di auto-suggestione. E' ovvio che una tale "interpretazione" verrebbe a cadere di fronte all'eventuale "successo" di una terapia omeopatica nei confronti di ANIMALI, e poiche' lo scrivente era al tempo informato dei sorprendenti risultati di un inconsueto esperimento omeopatico condotto su topi (vedi sezione N. 3), non esito' in quell'occasione a darne notizia in sede di dibattito con il pubblico. Tanto piu' che, come e' spesso abitudine in tale genere di "manifestazioni", era stato appena dichiarato ufficialmente da parte degli organizzatori del convegno che era previsto un cospicuo premio in denaro per chi avesse offerto dimostrazioni a sostegno della tesi contraria. Chiesi allora esplicitamente se il premio sarebbe stato concesso anche a chi avesse presentato un'eventuale prova a favore delle tesi degli omeopati, e mi fu risposto di si' davanti a tutti i presenti.

Quelle che seguono sono le testimonianze dei miei tentativi di innescare successivamente la procedura di controllo che era stata pubblicamente reclamizzata, e di mettere o le mani sul "premio", naturalmente insieme ai veri sperimentatori!, o di stabilire in modo scientificamente oggettivo come e dove essi si fossero ingannati: in ogni caso, il risultato sarebbe stato positivo per la "scienza".

Giudichi il lettore se quanto avvenne in seguito e' metodologicamente soddisfacente, e da quale parte siano riscontrabili trasparenza e correttezza.
 
 

(UB)
 
 
 
 

2 - Una presentazione dell'omeopatia
 
 

L'omeopatia e' un metodo clinico e terapeutico fondato su due principi fondamentali: la LEGGE DEI SIMILI e l'USO DI FARMACI A DOSI INFINITESIMALI, in contraddizione con gli assunti piu' comuni della Farmacologia.

La LEGGE DEI SIMILI afferma che si puo' ottenere un effetto terapeutico in un malato somministrandogli una sostanza, la quale riprodurrebbe in un uomo sano tutti i sintomi della sua malattia. Il farmaco cioe' dovrebbe essere "simile", nella sua azione tossica, alla patologia che dovrebbe curare. Infatti, il termine Omeopatia deriva dal greco omoios = simile e pathos = sofferenza.

La legge dei simili fu formulata gia' da Ippocrate, che conosceva l'affinita' tra il potere tossico e il potere curativo delle sostanze: "Similia similibus curentur", cioe': i simili siano curati con i simili. In effetti, gia' allora si curavano le gravi diarree con l'elleboro bianco, che provoca tossicologicamente diarrea, e le cistiti con la cantaride, la quale causa, appunto, tossicologicamente, forti bruciori alla minzione.

Il fondatore, pero', dell'Omeopatia come disciplina scientifica positiva fu Christian Samuel Hahnemann, medico e farmacologo tedesco, nato a Meissen in Sassonia nel 1755, e morto a Parigi nel 1843. Questi, esaminando un testo inglese di farmacologia dell'epoca, fu colpito da una singolare annotazione ivi riportata, nella quale si affermava che l'ingestione ripetuta di corteccia di china provocava una sindrome costituita da febbri periodiche, grande debolezza e sudorazioni profuse, che rassomigliava ai sintomi della malaria: ma cio' risultava paradossale, poiche' la malaria era (ed e' tuttora) curata proprio con il chinino!

Hahnemann, attentissimo e meticoloso ricercatore, volle controllare di persona questo fatto, ed assunse cosi' giornalmente, per un certo periodo, dosi di chinino, fino ad intossicarsene, ed a constatare l'esattezza di quella strana notizia.

Supponendo, allora, che questo fatto apparentemente insignificante, e da nessun altro mai valorizzato, potesse nascondere un'importante legge di natura, comincio' a sperimentare su se stesso e su suoi conoscenti l'effetto tossico di altre sostanze; ne registro' puntualmente i sintomi, e provo' poi a somministrare ai malati quei farmaci che negli individui sani avevano provocato sintomi simili alle malattie.

Gli esperimenti clinici ebbero esito positivo: la ippocratica legge dei simili era stata sperimentalmente verificata e confermata. […]

La somma delle informazioni relative all'azione di ciascuna sostanza sull'uomo sano costituisce la farmacologia omeopatica, chiamata materia medica omeopatica.
 
 

E veniamo al secondo dei due principi su cui si fonda l'omeopatia: l'uso di dosi infinitesimali.

Le prime esperienze cliniche sul malato erano effettuate somministrando dosi di farmaco normali, ponderali; questo fatto provocava un inconveniente: il malato, prima di beneficiare dell'effetto terapeutico del farmaco, mostrava una reazione di aggravamento della malattia, dovuta ad un primo effetto diretto di accentuazione dei sintomi, alla similitudine fra farmaco e malattia. Si tento' di superare l'ostacolo cercando di ridurre la quantita' delle dosi: questo fu realizzato attraverso ripetute diluizioni.

Il risultato fu che, diluendo progressivamente le sostanze attive, diminuiva l'effetto tossico, e si constato' peraltro, paradossalmente, che l'effetto terapeutico secondario addirittura aumentava.

Con l'esperienza clinica omeopatica, si e' constatato che l'effetto terapeutico e' migliore se si usano DOSI di farmaco INFINITESIMALI, e l'effetto terapeutico continua, e a volte aumenta, anche quando, di diluizione in diluizione, si sorpassa il n° di Avogadro, e si arriva a dosi totalmente prive di sostanza originaria.

A questo proposito, ha fatto molto scalpore, tre anni fa, il famosissimo e contestato esperimento sulla cosiddetta "memoria dell'acqua" del dottor Jacques Benveniste, scienziato apprezzato a livello internazionale per i suoi studi sull'immunologia. Alcune cellule umane presenti nel sangue, i leucociti basofili, causa di allergie, in condizioni normali presentano una granulazione che scompare quando tali cellule vengono a contatto con un antisiero specifico. Volendo verificare l'azione delle dosi omeopatiche infinitesimali, Benveniste ha provocato la scomparsa della granulazione dei basofili con diluizioni progressive di antisiero: il fenomeno persisteva anche quando erano raggiunte soluzioni in cui le molecole attive erano ormai assenti. L'acqua progressivamente diluita conservava e trasmetteva, di diluizione in diluizione, una "memoria", un'impronta delle molecole con cui in precedenza era venuta a contatto. Cio' mette in discussione molti principi fondamentali della Medicina Ufficiale, la cui confutazione dell'azione terapeutica della Omeopatia si e' sempre fondata sull'assunto che i medicinali omeopatici, somministrati a dosi ultra infinitesimali, agiscono semplicemente per effetto placebo.

Nel campo della medicina l'accettazione e l'utilizzazione delle dosi infinitesimali omeopatiche potrebbe provocare una rivoluzione paragonabile a quella della scoperta dell'energia nucleare nella fisica. Infatti l'omeopatia e' stata, da un punto di vista clinico, scienza di frontiera fin dalle origini. Da qualche decennio, pero', grazie alla collaborazione delle ditte farmaceutiche omeopatiche, e' stato possibile portare la legge dei simili e le dosi infinitesimali anche in laboratorio. Peraltro, la comunita' scientifica internazionale ha avuto un immediato e viscerale moto di rigetto [nei confronti di queste pratiche], con una malcelata, aprioristica, e molto poco scientifica avversione per l'omeopatia, che sfiora il razzismo intellettuale. Comunque la questione e' stata politicamente affossata, a detrimento del cammino della scienza.
 
 

Conclusione: Per affrontare validamente l'analisi e l'eventuale dimostrazione di efficacia dell'omeopatia, sarebbe necessario, per lo scrivente, prendere in considerazione tre diversi argomenti:
 
 

a – validazione dei due principi di base dell'omeopatia (legge dei simili e uso di dosi ultra-infinitesimali);
 
 

b – dimostrazione statistica dei risultati clinici (studi clinici in doppio cieco, o in clinica veterinaria);
 
 

c – analisi epistemologica delle teorie omeopatiche.
 
 

Per quanto riguarda il punto a, i principi di base dell'omeopatia possono essere oggetto di conferma attraverso protocolli sperimentali abbastanza semplici, e quindi facilmente realizzabili [vedi sezione N. 3].

Per quanto riguarda il punto b, sono necessari grandi investimenti per la validazione clinica dell'omeopatia, per cui allo stato attuale possiamo disporre di pochi lavori, comunque probanti.

Per quanto riguarda il punto c, esistono molte correnti di pensiero omeopatiche, anche in contraddizione fra loro, e tutte piu' o meno distanti dalle teorie ufficiali, e piu' o meno aderenti alle teorie originarie della prima omeopatia. Una discussione a questo livello e', a parere dello scrivente, assolutamente infeconda, perche' riguarderebbe essenzialmente assunti di ordine filosofico/umanistico, che non validano ne' traggono validita' dai fatti clinici o sperimentali, i quali, come fatti, possono essere oggettivati e verificati.
 
 

(PM)
 
 

Altri riferimenti:
 
 

Paolo Bellavite e Andrea Signorini, Fondamenti teorici e sperimentali della medicina omeopatica, IPSA Ed., Palermo, 1992
 
 

Paolo Bellavite, Biodinamica – Basi fisiopatologiche e tracce di metodo per una medicina integrata, Tecniche Nuove Libri, Milano, 1998.
 
 

Emilio Del Giudice (ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Milano), La biologia tra biochimica e bioelettromagnetismo, TiConUno, Milano, N. 8, novembre 1990.
 
 
 
 

Nota, da una lettera del Prof. Bellavite allo scrivente:
 
 

"3. Mi chiedi qualcosa sulle teorie che spiegano l'omeopatia delle alte diluizioni. Bisogna precisare innanzitutto che il principio fondamentale dell'omeopatia e sempre stato ed e quello di similitudine, non l'alta diluizione. La maggior parte dei farmaci omeopatici attualmente venduti in farmacia sono in BASSE DILUIZIONI, il che significa che nelle soluzioni CI SONO EFFETTIVAMENTE I PRINCIPI ATTIVI. L'opinione generale che l'omeopatia usi solo alte diluizioni (per intenderci, oltre il numero di Avogadro, che corrisponde approx. alle diluizioni 24 decimale o 12 centesimale) non risponde ai fatti. Quindi, mi pare utile per chi vuole addentrarsi in questo intricato problema posto oggi dalla medicina di partire in modo "cartesiano", separando innanzitutto due ambiti di indagine: il principio di similitudine e le alte diluizioni. Anche il gruppo del prof. Vav Wijk dell'universita di Utrecht sta studiando il principio di similitudine nelle basse diluizioni.

Nota che il principio di similitudine in bassa diluizione interessa l'omeopatia ma anche la medicina convenzionale: invece di chiamarlo similitudine, lo chiameremo "risposta non-lineare al farmaco" o "risposta paradossale".
 
 

4. Ciononostante, il problema delle alte diluizioni continua a destare interesse. Esso puo' essere affrontato in chiave elettrodinamica, come sostiene Del Giudice. Io non ho grande competenza in questo campo, e al momento mi sono solo convinto della "non impossibilita" del fenomeno."
 
 
 
 

3 - Un esperimento omeopatico su animali
 
 
 
 

Nel corso degli anni 1991-1992, presso l'Istituto di Medicina Sperimentale dell'Universita' degli Studi di Perugia, si stavano conducendo esperimenti sulle qualita' terapeutiche della colchicina nel caso di affezioni epatiche. Si provocava artificialmente una forma di epatite nei topi attraverso la somministrazione di tetracloruro di carbonio, e si cercava di curarli con la predetta sostanza, che ha solitamente effetti collaterali altamente tossici sugli esseri umani. Naturalmente una parte dei topi veniva "curata", una parte no, e si procedeva infine a un confronto tra i due gruppi (un terzo gruppo era tenuto ovviamente di "controllo"). Venne l'idea ad alcune delle persone coinvolte nella sperimentazione di introdurre un quarto gruppo di animali, e di cercare di curarli, anziche' con la colchicina, con un ritrovato omeopatico, Phosphorus 30 CH. I sorprendenti risultati dell'esperimento sono descritti in "The use of Phosphorus 30 CH in the experimental treatment of hepatic fibrosis in rats", di C.A. Palmerini, M. Codini, A. Floridi, P. Mattoli [si spera che sia possibile metterlo presto a disposizione in rete – per il momento eventuali interessati possono inviare richiesta di fotocopie, oltre che all'indirizzo e-mail dello scrivente, a: pmattoli@libero.it].

[L'articolo in oggetto e' finalmente disponibile in rete: http://www.fiamo.it/PHOSPHORUS.htm ]
 
Aggiornamento aprile 2011: il precedente URL non funziona più, ecco quello attuale:
http://www.fiamo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=263

 

4 - Documenti relativi al tentativo di concorrere al "premio" promesso durante il convegno CICAP di Saint-Vincent (1992)
 
 
 
 

I - Presa di contatto con il Prof. Broch, della Facolta' di Scienze dell'Universita' di Nizza, che aveva pubblicamente lanciato la "sfida", data 2.9.92
 
 

Carissimo Broch,

scusami innanzitutto se per fare prima ti scrivo in italiano, ma visto come lo parli bene immagino sara' per te ancora piu' facile leggerlo. Il motivo per cui ti scrivo e', come immaginerai, la scommessa che avevamo fatto durante il nostro incontro al convegno di St Vincent. Troverai infatti qui allegato un lavoro, a parer mio molto importante come quello di Benveniste (e del resto ne ricalca un po' le tracce) che dimostrerebbe come la pratica delle alte diluizioni in omeopatia potrebbe non essere cosi' priva di effetti terapeutici come la maggior parte dei medici sostiene, ed anche nell'incontro Euroskeptics si e' lasciato credere. Come ebbi gia' modo di dire, questo di mescolare astrologia e tarocchi con vere e proprie scienze di frontiera quali omeopatia in medicina, studi sulla fusione 'fredda' e sulle trasmutazioni in fisica (alla Kervran per intenderci) e', e continua ad essere, uno degli errori piu' grossi di questo tipo di organizzazioni. Invero questo punto di vista, cioe' quello degli scienziati che considerano ormai definitivamente confermati i sacri 'principi' della scienza senza piu' alcuna possibilita' di modifica anche radicale, e non accettano neanche discussioni o proposte di ricerche in proposito, non e' molto lontano da quello dei cardinali che si opponevano a Galileo. L'atteggiamento dogmatico e' sempre lo stesso sotto ogni cielo ed in ogni tempo, mentre invece, se c'e' una superiorita' del metodo scientifico, essa dovrebbe proprio consistere nella capacita' della scienza rispetto alla religione di ridiscutere anche i suoi stessi fondamenti, e di essere disposta sempre a rinnovarsi qualora le circostanze lo impongano. So bene che ogni scienziato afferma a parole di essere disposto ad abbandonare le sue teorie in presenza di fatti, ma questa affermazione rischia in molti casi di essere una semplice petitio principii senza alcuna conseguenza pratica, quando ci si adoperi per impedire di fatto in ogni modo la ricerca in certe direzioni (anche se con metodi 'sottili', non certo quelli dell'Inquisizione, ma oggi e' piu' efficace, e meno volgare, la minaccia alla carriera di uno scienziato o ai suoi finanziamenti che non quella del rogo o dell'esilio). Ricorderai forse che anche a St Vincent avevo dichiarato che mi era piaciuto quasi tutto del tuo intervento tranne il riferimento alla dichiarazione che 'l'onere della prova sta a colui che afferma'. Con quello che costa la ricerca oggi alla societa', ritengo che ci sia invece una sorta di dovere sociale e professionale nel controllare certe affermazioni, per accettarle o smentirle, quando queste superino la soglia di attendibilita', e mi sembra che il fenomeno omeopatia (con il caso Benveniste che non ha mai ritrattato) o quello fusione fredda meriterebbero questa attenzione ma medici e fisici preferiscono spendere ingenti somme altrove ... Per questa prima presa di contatto voglio inviarti solo qualche piccolo esempio del materiale in mio possesso che potrebbe sostenere questo punto di vista (sono 10 anni ormai che mi occupo di ricerca 'eretica', e di storie e di documenti ne ho accumulati tanti): oltre alla ricerca medica di cui ti parlavo, un interessante recente articolo di Burbidge e una dichiarazione di un gruppo di fisici che si e' scelto il nome di ERIDA e dimostra che qualcosa sta a cambiare anche in quell'ambiente. Come omaggio finale, ti spedisco anche il manifesto del nostro ultimo convegno, aggiungendo per ora soltanto che uno di coloro che lo organizzarono con me, il Dott. Roberto Monti, un fisico di Bologna, e' ormai da vari mesi negli Stati Uniti dove, alla Texas University Austin, sotto la direzione del famoso elettrochimico John Bockris, avrebbero ripetuto vari esperimenti di fusione fredda ed avrebbero anche ottenuto numerose prove di trasmutazione di elementi (confermate anche al BARC a Bombay)! Se ti interessa continuare lo scambio di idee ed informazioni riscrivimi, e comunque fammi sapere cosa ne pensi dell'articolo che ti invio e che INTENDO FAR 'CONCORRERE' A QUEL PREMIO DI 1 MILIONE DI FRANCHI DI CUI PARLAVI! Spero proprio che possa essere trovato corretto, anche perche' con la mia 'percentuale' del 10% vorrei organizzare il prossimo convegno degli scienziati eretici, visto che fondi ufficiali per questo tipo di ricerche non me ne danno (nonostante la mia posizione accademica in Italia, ed il fatto che se chiedo viceversa qualsiasi somma per attivita' 'innocue' allora quei soldi arrivano puntualmente!).
 
 

Ciao, ti invio un carissimo saluto in attesa di tue notizie (in caso ti mettero' in contatto con l'amico Pindaro Mattoli, by the way anche lui un socio del CICAP, che rappresenta il gruppo dei ricercatori che ti segnalo),
 
 

Perugia, 2.9.92 ( Umberto Bartocci )
 
 

P.S. Ho cercato quest'estate disperatamente il tuo libro a Lione e a Nizza, pero' senza successo. Da qualche settimana ho inviato un fax alla libreria Sorbonne di Nizza sperando di poterlo finalmente ricevere per posta, poi ti inviero' eventualmente i miei commenti.
 
 
 
 

II - Seconda lettera al Prof. Broch, 20.10.1992
 
 

Carissimo Broch,

e' passato poco piu' di un mese da quando ti ho inviato la mia precedente comunicazione, e mi scuso se ti riscrivo forse troppo presto, ma sono curioso di ricevere le tue prime impressioni sul materiale che ti ho spedito (mi riferisco soprattutto alla sperimentazione omeopatica effettuata presso la mia Universita'). Tra l'altro, per come va il servizio postale italiano oggi, non sono neppure troppo sicuro che il mio plico ti sia arrivato, e quindi ti prego di inviarmi comunque un tuo riscontro. Anzi, perche' non mi fai avere il tuo numero di fax?, cosi' un eventuale scambio di informazioni puo' avvenire in modo piu' sollecito. Ora ti lascio subito, approfittando dell'occasione per inviarti una copia di un bellissimo lavoro scritto da uno dei miei collaboratori sul tema del pluralismo nella scienza (saremo lieti di ricevere al proposito tuoi commenti o critiche), ed aggiungendo per amore di verita' e di completezza di informazione che quella storia alla quale ti accennavo, degli esperimenti di 'trasmutazione' condotti in Texas dal Dott. Roberto Monti, sembra da ulteriori informazioni assunte essersi completamente 'sgonfiata', e tramutata, e' proprio il caso di dire, in una squallida storia di mafia, denaro, ricatti, etc.. Mi sembra strano che una persona come John Bockris si sia lasciata coinvolgere cosi' da persone poco pulite, staremo a vedere come va a finire (proprio mentre ti scrivo in effetti Monti si trova in Giappone al convegno internazionale sulla fusione fredda, chissa' cosa ne verra' fuori).

Ti rinnovo carissimi saluti restando in attesa di tue notizie,
 
 

Perugia, 20.10.92 ( Umberto Bartocci )
 
 

P.S. Sono ancora in attesa del tuo libro dalla Sorbonne di Nizza, la quale non ha mai risposto ai miei fax. Ti allego qui l'ultimo che ho inviato pregandoti se ti e' possibile di adoperarti per farmi avere finalmente una risposta!
 
 
 
 

III - Prima risposta del Prof. Broch, 12.10.92, che si era incrociata con la lettera II
 
 

* * * vedi Documento 1 * * *
 
 
 
 

IV - replica alla lettera III, 7.11.92, e presa di contatto con il Dr Jacques Theodor, 5.11.92, indicato come sovrintendente all'affare "premio"
 
 

Carissimo Broch,

avevo appena spedito la mia ultima lettera a te qualche giorno fa quando mi sono arrivati sia il libro con la tua comunicazione che un fax dalla Libreria Sorbonne (finalmente!). Ti ringrazio naturalmente per tutto, e volevo solo dirti che ho provveduto a scrivere secondo le tue indicazioni a Jacques Theodor (vedi lettera allegata*) inviandogli una copia in inglese del lavoro che sai, e che invio anche te perche' potrebbe essere utile. Spero proprio di poter avere presto tue notizie a commento di questa nostra 'scommessa', anche perche' la questione va ben al di la' del fatto personale, e sull'onesta' e buona fede dei ricercatori coinvolti posso sicuramente giurare.

Ti rinnovo carissimi saluti,
 
 

Perugia, 7.11.92 ( Umberto Bartocci )
 
 

* Nella lettera a Theodor parlo di 'theoretical approach' al problema dell'omeopatia, e voglio inviarti anche un campione di uno di questi lavori (il quale purtroppo e' in italiano e non l'ho quindi spedito a Theodor). L'autore e' un fisico italiano abbastanza noto, il quale e' stato proprio in questi giorni in Giappone al convegno internazionale sulla fusione fredda (avrai notato anche tu sulla vostra stampa che le cose in questo settore stanno cominciando a convincere anche i fisici piu' scettici!).
 
 
 
 

Dear Dr. Theodor,

I have sent a few weeks ago (2nd Sept.) the enclosed paper to Dr. Broch, which I submitted to him as a candidate for the 1 million francs 'prize' you have sponsored, and then he told me to write to you in order to make things quite formal (I act in the name of the authors of the paper). I have met Dr. Broch at the Euroskeptics meeting which was held in St. Vincent (Italy) in the last month of August, and in that occasion I was rather critical against a general aptitude of that group which I find very dangerous (both for them and for science!): in short, one cannot put together negative remarks on astrology, paranormal, and similar things, with the proposals of alternative scientific theories (like for instance homoeopathy, cold fusion, and so on), or with criticism to the current ones. I am a skeptic myself in front of paranormal claims, but this does not mean that our present scientific knowledge is beyond the shadow of a doubt (this would simply mean to be dogmatic in a different religion!). For example, I am working since many years on the foundations of relativity, and I have found that there has been, and still there is, much exaggeration in the declarations of physicists in support of this theory. As far as homoeopathy, I understand pretty well that it is inconsistent with our present theories, but I know of some very interesting theoretical approach to this issue which makes use of new ideas about the structure of the atom - coming out for instance from the recent results on 'cold fusion' - so one cannot make assertions in this field so sure and easy as he can in others.

Anyway, the first step must always be empirical in nature, and in the enclosed paper you will find a first possible positive answer (the one which Dr. Broch considered, and still considers, impossible). I hope that this experiment can be checked and repeated, not just for the prize (which would be in part devoted to the organization of our next 'heretical science' conference, for which there are no official funds - see the poster enclosed), but for further development of science and advantage to all mankind.

Waiting for your news, I express my best greetings.

Yours most sincerely,
 
 

Perugia, 5.11.92 (Umberto Bartocci)
 
 
 
 

V - Risposta del Dr Theodor, 24.11.92
 
 

* * * vedi Documento 2 * * *
 
 
 
 

VI - Replica a Theodor, e a Broch, gennaio 1993
 
 

Carissimo Broch,

ho scritto qualche giorno fa l'acclusa lettera al Dr Theodor, che avevo inteso spedire per conoscenza pure a te, ma ho tardato un poco nell'invio perche' desideravo anche accluderti dell'altro materiale. Troverai infatti in questa busta, oltre alla copia della lettera in questione: una copia di un lavoro recentemente pervenutomi da parte del Prof. Bockris, noto elettrochimico della A.M. University del Texas (assieme ad una lettera da lui spedita ad uno dei coautori mio amico nella quale si dichiara senza mezzi termini che si e' probabilmente all'inizio di una New Age nel campo della scienza); una copia di un articolo di un altro amico fisico, il Prof. Preparata, nel quale si esprime esattamente la mia opinione relativamente alla 'chiusura', che sta facendosi drammatica e grave, della scienza ortodossa nei confronti di ogni tentativo di ricerca veramente alternativo, relegandolo qualche volta (e questo era il tema della nostra discussione al convegno di St Vincent!) nel campo della pseudoscienza o addirittura della ciarlataneria (come i tarocchi o l'astrologia). Vedremo comunque come andranno a finire tutte queste ricerche sia nel campo della fusione fredda che dell'omeopatia, sperando che per quanto riguarda quest'ultima anche l'attenzione tua e di Theodor possano accelerare i tempi nel senso comunque di un chiarimento onesto e senza pregiudizi.

Sempre lieto di ricevere tue osservazioni, ti invio molti cordiali saluti,
 
 

Perugia, 15.1.93 ( Umberto Bartocci )
 
 
 
 

Dear Dr Theodor,

thank you very much for your kind and prompt reply to my letter concerning homoeopathy. I apologize for being so late in responding (I send a copy of this letter also to Dr Broch). I would be very pleased too to meet you personally and to compare our opinions on many "thorny epistemological matters", perhaps at a new Euroskeptics meeting. I am preparing for you with Dr Mattoli a longer presentation of the case we are discussing, but I wish to say right now that we agree with you on the point that only "a cascade of ad hoc very poor speculations" has been offered until now in favor of the claimed empirical successes of homoeopathy.

However, there are some points which should be strongly emphasized:
 
 

1) as a matter of fact, homoeopathy was founded on empirical and not theoretical grounds;
 
 

2) putting aside all attempts at theoretical explanation, one must keep to experimental data only;
 
 

3) with this intent, one must examine only the two fundamental issues which are the basis of homoeopathy as a scientific theory, namely the principle that small doses of drugs which can produce the symptoms of some disease in a healthy person can also have a therapeutic effect with respect to the same disease, and the principle of infinitesimal doses (and of course it is this second one which is irreducible to our actual scientific knowledge).
 
 

The article I sent to you tries to test these two principles. In the experiment it describes, the classical procedure for testing ordinary pharmaceuticals has been used. It fulfils all your three requirements:
 
 

A) it avoids psychological influence, since only animals were treated;
 
 

B) it is not very expensive;
 
 

C) it is very simple in principle, and the cells of a rat's liver are indeed "living material".
 
 

In order to strenghten points B) and C), and keep costs to the very minimum, one can make only one test, with just two groups of subjects* (in the experiment carried out at the University of Perugia, three tests with four groups were performed). One group is given only and will develop cyrrhosis; the second is given plus Phosphorus 30CH, and the claim is that it will not develop cyrrhosis. Everything is very clear and without tricks, and I think you would agree that due to the extreme importance of a possible positive outcome of the experiment (and not only for medicine, but for general science too), one should do everything possible to verify this claim (AND, AFTER ALL, YOU ARE THE ONES WHO MADE THE CHALLENGE!).

I am not a physician, and I have not particular reasons to believe in homeopathy; but I am affected with that curiosity which is the first motivation of all scientific enterprise, and I think that as a scientist I have a duty not to close my eyes in front of everything which would sound impossible at the light of my theories.

Therefore, we are anxiously waiting to know the name of the laboratory where you plan to verify the results claimed in the article, and an estimate of the necessary expenses to be borne by the candidates.

I send to you my best wishes.

Yours most sincerely,
 
 

Perugia, 4.1.93 ( Umberto Bartocci )
 
 

(have you got a fax number in order to speed up correspondence?)
 
 

* I must add that the two groups must consist of at least ten subjects, due to a high mortality level of rats which one takes.
 
 

P.S. For the moment being I will not go into any further detail, which will be included in the longer paper we are preparing for you, including information on the new possible theoretical approach to homoeopathy in relation with the structure of the atom. Since all the delays are as usual on a linguistic rather than a scientific ground, I wish to add that there exist already some papers about this topic which are written in Italian. Please let me know if you are interested in receiving them all the same.
 
 
 
 

VII - Risposta interlocutoria di Theodor, 5.2.93, con promessa di piu' adeguata risposta per la fine del mese
 
 

* * * vedi Documento 3 * * *
 
 
 
 

VIII - Lettera di lamentela a Broch, dopo tre mesi che da Theodor non si hanno notizie, 31.5.93
 
 

Carissimo Broch,

e' passato molto tempo (quasi tre mesi) da quando ho sentito per l'ultima volta il Dr Theodor (ti allego l'ultima lettera che gli avevo spedito un paio di mesi fa, e che ti avevo gia' inviato per conoscenza, nel caso che sia andata smarrita). Me ne dispiace perche' da parte nostra c'era stato un pieno acconsentimento alle condizioni da lui indicate nella sua ultima comunicazione, e non so quindi cosa pensare. Spero che non si tratti di uno di quei casi in cui si fanno certe dichiarazioni cosi', tanto per fini propagandistici, senza la reale intenzione di dare poi effettivo seguito alla cosa. In tal caso sarei costretto ad intervenire pubblicamente con molta fermezza, ma spero ancora che si tratti solo di un normale ritardo di comunicazioni. Potresti per favore informarmi con cortese sollecitudine del come vanno le cose, e del perche' tanto ritardo nel procedere oltre?

Con i consueti cordiali saluti,
 
 

Perugia, 31.5.93 ( Umberto Bartocci )
 
 
 
 

IX - Il Dr Theodor si rifa vivo, 28.7.93
 
 

* * * vedi Documento 4 * * *
 
 
 
 

X - Ulteriore replica a Broch e a Theodor, 15.10.93, spedita per conoscenza anche al CICAP
 
 

Dr J. Theodore

p.c. Prof. H. Broch, C.I.C.A.P.
 
 

Dear Dr Theodore,

I answer to your last letter concerning the experiment performed by Mattoli and others, whose outcome seems to be in favour of homoepathic claims, and which I have submitted to your attention almost one year ago.

First of all let me confess that I am rather disappointed because after such a long interval of time we are almost at the beginning in handling this matter. After having heard Dr Broch announcing a special prize for people able to confirm unusual points of view on different questioned topics during the 1992 St Vincent's meeting of CICAP, I expected to be in front of a group of scientist authentically curious and interested in new proposals; only for this reason I tried the establish a contact between you and the group of researchers whose paper you have received. Now, I don't know what to think about the whole business. A very simple experiment was proposed whose possible importance for human people could be far beyond the particular circumstance which originated our exchange and then at first you have said that it was necessary to await some time before it would have been possible to repeat the experiment, adding that the proposing group would have had to pay the relative expenses. One agreed on this condition, asking for the estimated due amount, and then you have stated that the experiment was not simple enough. Let me say that we have got the impression of the existence of a prejudice in discussing this question, and that very likely you all share the strong opinion that the problem of homoepathy has been already satisfactorily and once for all settled by the books you have indicated in your last letter. But the point is, we must look at facts, not at books. Reflect on how many books the opponents of Galilei could have pointed out to his attention! At this point I would be interested in receiving a copy of the regulation of the prize Dr Broch announced in St Vincent, hoping that his claim was not just a sort of rethoric argument to be used publicly in order to show that there is some attention of scientists to this special kind of problems, only to discourage in practice the examination of them. If this is the case, and as a matter of fact you are at most willing only to check assertions made by people like telepaths, readers of the future, and so on (so attaining an easy success!), then you should be more cautious not to mix up together such questions with other claims which in some sense belong to a more serious side. I always warned members of CICAP not to do such a linkage between the exactness of the current views of science and authentic paranormal claims, in general by including all of the 'heretic' science into the same lot but this point is evidently rather difficult to understand.

Now, leaving apart these general considerations and all which happened in the past between us, I inform you that the same group can propose the verification of a new experiment, which has already been performed in this University with promising results. One has to do with a colony of "salmonelle", which shows statistically significative modifications after being treated with an homoepathic solution. Would this be simple enough for being repeated in your laboratories, and then compete for the 1 million franc prize?

I am anxiously looking forward to your reply, hoping that the doubts I have expressed above are not sufficiently grounded,

yours most sincerely
 
 

Perugia, 15.10.93 ( Umberto Bartocci )
 
 

P.S. Concerning your request of information about new physical theories which would also be able to throw more light on homoepathy, I told you that these are still in evoution and have not yet been published in official journals (And I wonder whether they would be able to get through the belt of censorship raised up by referees!). There exist some preprints in Italian concerning a revival of the atom theory by ; a different approach, grounded on a new theory of the solid state, has been followed by two Italian physicists, Emilio Del Giudice and Giuliano Preparata. I suppose that you already know their approach, but I give you all the same the address of Emilio Del Giudice, to whom you can ask for more information:
 
 
 
 

XI - Dopo altri cinque mesi senza risposta, lo scrivente torna a rivolgersi a Broch, 26.3.94
 
 

Carissimo Broch,

dopo la mia ultima lettera dello scorso mese di Ottobre (che le rispedisco in allegato) non ho piu' ricevuto alcuna notizia ne' da lei ne' dal Dr Theodore.

Avete ricevuto quella comunicazione?

E cosa debbo pensare del lungo silenzio intercorso da tanti mesi?

Spero che i dubbi che avevo gia' espressi allora siano infondati, e che tutto possa spiegarsi con un disguido postale o con altri vostri impegni che vi hanno fatto un po' trascurare la questione. Sarei terribilmente deluso se invece si dovessero rivelare esatte le supposizioni di alcuni studiosi che sono al corrente della 'sfida', e che dubitano pero' che dalla vostra parte si sia mai voluto mai procedere ad un serio controllo ...

Prendo cosi' l'iniziativa di riscriverle pregandola di volermi informare su come stiano veramente le cose, prima di procedere eventualmente ad altri passi con il CICAP e con la stampa che sarebbe interessata a pubblicare qualcosa di questa vicenda.

Continuo a dire che spero si possa andare invece avanti con i nostri contatti, non soltanto perche' si tratta di questione scientificamente importante, ma anche perche' e' importante (soprattutto per me) continuare a credere nell'esistenza di una residuo di etica scientifica almeno presso certi gruppi di persone!

In attesa di una sua risposta le invio molti cordiali saluti,
 
 

Perugia, 26.3.94 (Umberto Bartocci)
 
 

P.S. Che la questione dell'omeopatia sia importante, e che rischi di diventarlo sempre di piu' in futuro, e' confermato anche dall'articolo che le invio, recentemente apparso su "Nature". L'osservazione in esso riportata ben si inquadra nel filone delle congetture che ritengono che l'omeopatia possa avere una base elettromagnetica e non chimica. Come gia' ebbi modo di dirle, e' rischioso confondere certe questioni ancora non ben conosciute con le "truffe" di sensitivi e millantatori, ed il fatto che molti omeopati dicano sciocchezze non sapendo su quali basi funzioni (se funziona) la loro disciplina non implica che questa non abbia un possibile fondamento sperimentale.
 
 
 
 

TRISTE FINE DELLA "DISPUTA": anche questa lettera non ha mai avuto risposta: ne' Broch, ne' Theodor (ne' il CICAP) si sono mai rifatti vivi. Un anno e mezzo di contatti e di sforzi cessati bruscamente ed unilateralmente. Cosa pensare della "buona fede" nel proporre la famosa sfida, con premio di un milione di franchi!, e della sincera intenzione di portare veramente a termine verifiche sperimentali di tale genere di questioni?
 
 


* * * * *


 





* A questa lettera e' stata data pubblica risposta da parte del Prof. Bellavite nei seguenti termini:
 
 

"Verona 16.02.00
 
 

Le motivazioni, i metodi e gli obiettivi del dibattito sull'omeopatia così come sollevato dal CICAP sono scientificamente inaccettabili e comunque non rappresentano niente di nuovo su una querelle che si trascina da duecento e più anni. Citazioni offensive, ridicolizzazioni e scomuniche si contano a dismisura nella storia della medicina e della scienza.

La confusione tra paranormale ed omeopatia è altamente perniciosa e del tutto improduttiva, oltre che offensiva per tutti i medici omeopati che passano per occultisti o maghi. In ogni caso e con buona pace di tutti, l'omeopatia esiste ed è riconosciuta anche nella legislazione europea ed italiana, oltre che da milioni di concretissimi italiani. Sia o non sia assimilabile come meccanismo d'azione ad un placebo (tale problema riguarda comunque solo le alte diluizioni, che sono solo una parte dell'omeopatia), richiede non un'opinione espressa dal cosiddetto esperto che segue solo il suo "sesto senso", ma un'adeguata sperimentazione clinica e chimico-fisica.

Comunque, a tali argomenti triti e ritriti, privi di una reale costruttività e precisione (si entri nel merito delle singole sperimentazioni, criticandone metodi e deduzioni, se si è in grado di farlo) non resta che rispondere per le rime, citando Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, il quale definì l'allopatia come "un gioco irresponsabile con la vita del paziente", definizione che io avevo sempre ritenuto esagerata finché non mi sono reso conto del fatto che a causa di errori nella prescrizione o nella assunzione di farmaci negli USA si sono avuti 2876 morti nel 1983 e 7391 morti nel 1997, con un aumento del 257%, (Phillips, D.P., Increase in US medication-error deaths between 1983 and 1993. Lancet 1998, 351: 643-644.), mentre a causa di "adverse drug reactions" (legate non solo a errori ma proprio all’effetto tossico dei farmaci) si verificano circa 100.000 morti/anno, rappresentando la quarta causa di mortalità dopo cardiopatie, cancro e ictus (Bonn, D., Adverse drug reactions remain a major cause of death. Lancet 1998, 351: 1183.). Lo so che questo non è un argomento in favore dell'omeopatia, ma qui a me non interessa difendere l'omeopatia, quanto la Medicina.

Purtroppo le molte cose da fare e la mancanza di collaboratori (dovuta in gran parte al perdurante ostracismo di qualche grande "scienziato") mi precludono la possibilità di entrare più approfonditamente nel merito delle varie questioni citate. Comunque per me parlano le pubblicazioni scientifiche, di cui con chi è seriamente interessato sono sempre disposto a discutere.
 
 

Cordiali saluti a tutti.
 
 

Paolo Bellavite".
 
 

[Paolo Bellavite e' medico, ematologo, professore associato di Patologia Generale presso l'Universita' di Verona].