UN PICCOLO FRAMMENTO

DELLA STORIA DELLA FISICA DEL XX SECOLO: DUE LETTERE DI VASCO RONCHI

 

 

Ricevo da un lettore una gentile comunicazione, che giro con piacere - ringraziandone vivamente l'autore - ai frequentatori di questo sito, nella convinzione che la testimonianza offerta dalle parole del noto Prof. Ronchi sia ancora utile e attuale.

 

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Potenza, 25 Marzo 2000

 

Egregio Professore,

ho trovato importantissimo e necessario il suo libro su Einstein e De Pretto, che ho letto non con molto ma con immenso piacere.

Poiche' temo, pero', che di Vasco Ronchi lei, come altri, abbia avuto per le mani solo la "Storia della luce" - stando a quanto puo' desumersi da una terminologia che facilmente poteva essere evitata per una presentazione del suo lavoro perfetta sotto ogni punto di vista, come ben merita, e dall'unica nota di pag. 129 - mi permetto informarla (penso che me lo conceda) del fatto che, successivamente a detta opera, la cui prima edizione si ebbe nel 1939, egli ne diede alle stampe un'altra, per certi aspetti - e per quello che lei afferma - forse anche piu' interessante.

 

E' precisamente la seguente: "Sui fondamenti dell'Ottica e dell'Acustica"; presentata, in un primo momento (nel '64), dal Centro Didattico per l'Istruzione Tecnica del Ministero della P.I., e, successivamente (nel '67), con l'aggiunta di una magistrale critica del testo di fisica del P.S.S.C. a quei tempi tanto esaltato, dall'editore Olschki di Firenze.

 

Se non puo' reperirla a causa del suo esaurimento, puo' tentare di averla dall'Istituto Nazionale di Ottica di Arcetri o accontentarsi di sostituirla con l'altra, di piu' recente pubblicazione ('85), "La genesi del mondo apparente", nella quale sono esposte sostanzialmente le medesime idee. Questa contiene anche delle considerazioni filosofiche di Gianfrancesco Trogu sulla rivoluzione ottica di Vasco Ronchi.

 

Puo' farle piacere, penso, prender visione di come lui ... considerava i colleghi scienziati che non avevano il coraggio di accettare novita' evidenti e le invio, per questo, fotocopia di qualcuna delle lettere di una piccola corrispondenza che ebbi con lui, quando i miei bollenti spiriti giovanili mi fecero tentare, per quel che le mie forze consentivano, qualche azione onde ottenere la giusta affermazione delle nuove vedute che metteva in campo.

 

Son sicuro che, in fondo, anche lei qualifichi questi signori allo stesso modo, sembrandomi ben poca cosa il pappagallismo di cui li incolpa.

 

Io, tenendo conto che molto grave e' pure il comportamento da essi tenuto per altri fatti ancora, connessi sempre con il problema della diffusione della cultura, ma non solo, ritengo che i piu' pesanti termini che si possono trovare nei dizionari o nel gergo comune non sarebbero forse sufficienti per bollarli.

 

Tanti auguri per un non lontano e grande successo e cordialissimi ossequi.

 

Mario Jelpo

 

gia' docente di Fisica e Laboratorio

nell'Istituto Tecnico Industriale

"A. Einstein" di Potenza.

 

P.co Villa Ombrosa

Via Sanremo, 20

85100 Potenza

 

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ISTITUTO NAZIONALE DI OTTICA

50125 ARCETRI - FIRENZE

Il Direttore

 

Firenze, 18 Giugno 1968

 

 

Prof. Mario Jelpo

7, Corso Gianturco

85021 Avigliano - Potenza

 

 

Egregio Professore

La sua lettera del 13 c. mi ha interessato molto e prima di tutto le faccio le mie congratulazioni piu' vive per lo spirito che anima la sua azione. Le dico subito che la sua e' un'azione benemerita; perche' l'esperienza ormai di vecchia data ha dimostrato che le idee nuove soppiantano quelle antiche e superate non per via di ragionamento (o almeno, molto raramente per tale via), ma a forza di pugni nello stomaco. E' questa una tecnica molto piu' efficace di quella della logica per costringere le persone addormentate nelle vecchie posizioni a svegliarsi e a riconoscere che vi e' del nuovo, se qualcuno non esita ad adottare una serie di azioni, che potrebbero esser disastrose per lui se non fosse piu' che sicuro di essere dalla parte della ragione. E cio' e' molto efficace.

Il caso del suo esame mi interessa moltissimo, e sarei ben contento se volesse darmi qualche particolare di piu'; sia sul come si e' svolto il discorso durante l'esame, sia circa l'identita' degli esaminatori. Le assicuro che faro' un uso riservatissimo delle notizie che mi dara', perche' non voglio procurarle il benche' minimo fastidio, ma non vorrei perdere questa occasione, preziosa per gettare una bomba esplosiva ad alto potenziale nell'ambiente che non si vuol decidere a mettersi sulla via nuova. In ogni caso le assicuro che qualunque iniziativa io prenda, in cui il suo caso rientri piu' o meno direttamente, le sara' comunicata e non sara' messa in atto senza la sua piena ed esplicita approvazione.

Recentemente ho gia' lanciato una grossa bomba nel campo classico: la critica al PSSC. E' stata pubblicata in sei puntate sulla mia Rivista e quindi e' stata raccolta in un volume edito da Olschki. Le posso dire che ne sono in circolazione alcune centinaia di copie; molti hanno incassato il colpo in silenzio; alcuni (specialmente dell'ambiente universitario) hanno inviato la loro calda e completa ... adesione.

In plico a parte le ho fatto spedire tre fascicoli della Rivista, in cui sono comparse tre puntate; purtroppo non ho piu' fascicoli sciolti delle altre tre puntate. Ma gia' quelle che ricevera' le daranno un'idea del tono del volume.

Nella prima parte del quale e' esposta una critica feroce di tutte le parti prese in considerazione (che sono soltanto una piccola parte del PSSC completo) e dopo aver concluso esplicitamente che la filosofia dell'ambiente mondiale dei fisici e' bacata e che e' indispensabile aggiornarla e rettificarla; ho riportato di seguito il testo del volumetto che lei conosce, proprio per dimostrare che chi segue le direttive contenute in questo volumetto non commette tutta quella serie di errori grossolani. Gli elogi piu' entusiasti mi sono stati inviati dal Prof. Ugo Spirito, che e' il professore di Filosofia teoretica dell'Universita' di Roma.

Le posso confidare che la stampa di questo volume con le due parti e' stata rifiutata da sei editori, per quanto miei amici cordialissimi, e pronti a pubblicare qualunque altra mia opera ... ma non questa. E anche il volumetto che lei conosce e' stato pubblicato dal Centro Didattico di Roma, prima di tutto perche' l'iniziativa e' stata del Prof. D'Elia, che e' veramente benemerito in materia; e poi perche' nessun altro editore ne ha voluto sapere. Tutti hanno dovuto scusarsi del rifiuto, perche' la pubblicazione di questo volumetto li avrebbe costretti a ritirare dal commercio tutti i loro testi di fisica. Bella ragione!

Ma il tempo lavora a nostro favore e per me e' un vero piacere, e anche una fortuna, trovare dei giovani come lei, che comprendono le idee nuove, comprendono le deficienze di quelle precedenti e rinunziando a una vita succube purche' legata al criterio del quieto vivere, non esitano ad affrontare la resistenza dei vecchi per far loro cambiare idea.

 

In attesa delle notizie che mi vorra' inviare, rinnovo le mie congratulazioni e le invio saluti distinti.

 

Vasco RONCHI

 

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ISTITUTO NAZIONALE DI OTTICA

50125 ARCETRI - FIRENZE

Il Direttore

 

Firenze, 16 Agosto 1968

 

 

Prof. Mario Jelpo

7, Corso Gianturco

85021 Avigliano - Potenza

 

Gentile Professore

 

Grazie della sua lettera dell'8 c., da cui deduco come prima cosa che Lei non ha intenzione di deporre le armi, neppure di fronte alla resistenza passiva di chi dovrebbe mettersi in moto e invece ... nicchia.

 

Tanto per darLe qualche suggerimento, nel caso che la pressione da parte Sua dovesse continuare, e eventualmente anche intensificarsi, Le riassumero' in un quadro gli atteggiamenti piu' interessanti che assumono coloro a cui vengono presentate le idee nuove :

 

1) Alcuni non ci capiscono nulla e, naturalmente, diffidano, pensando che si tratti di qualche cosa come la scoperta del moto perpetuo, convinti che se le cose in corso avessero presentato delle pecche cosi' grosse, i grandi uomini dei tempi recenti e presenti l'avrebbero gia' viste e rettificate. Conclusione: meglio non impegnarsi.

 

2) Altri capiscono di cosa si tratta, non si interessano di questo genere di studii; ascoltano, si meravigliano e se ne disinteressano, pensando ai fatti proprii.

 

3) Altri ancora capiscono di che si tratta, ma non vogliono andare incontro a grane e amanti del quieto vivere, se ne disinteressano, lasciando ad altri il compito di smuovere le acque troppo stagnanti.

 

4) Altri ancora capiscono di che si tratta, ma sono legati a interessi editoriali, e trovano piu' conveniente lasciare andare le cose per il loro corso.

 

5) Altri ancora capiscono di che cosa si tratta, ma siccome non l'hanno trovato loro, ma anzi loro ci fanno la figura dei fessi, preferiscono non interessarsene, spinti da una puntina d'invidia.

 

Quest'ultimo e' l'atteggiamento piu' diffuso fra le persone competenti e di livello, diciamo alto, per quanto il fatto stesso che assumano questo atteggiamento sta a dimostrare che il livello e' meno alto di quello che pensano.

 

Questa muraglia di miseria umana e di inerzia umana e' il bersaglio contro cui si deve battere e ribattere, fino a far breccia da qualche parte. Le breccie ormai sono numerose e importanti; non e' lontano il tempo in cui tutte le singole breccie provocheranno il crollo di grandi parti della muraglia.

 

Percio' l'insistenza sul Giannarelli e sul Dolcher potra' anche fallire, ma potrà anche avere effetti interessanti. Certo che se il Macchi potesse essere agganciato, ne potrebbero seguire effetti anche piu' importanti!

 

Coraggio, dunque; e soprattutto non mollare. Sono proprio questi i casi in cui chi la dura, la vince.

 

Con saluti cordiali

 

Vasco RONCHI