ANIMALI DI TUTTO IL MONDO
PRIMA EDIZIONE
ASTRA-LAMPO, 1950 o 1949?



    



   



Abbiamo già iniziato ad illustrare la curiosa anomalia editoriale gentilmente segnalataci da Fabrizio Borsani, la quale ci consente di precisare quella che riteniamo ormai la vera storia della prima edizione dell'album in oggetto.

Appare chiaro infatti da diversi particolari che quella in possesso del menzionato collezionista sia l'autentica prima edizione, che fu stampata con un errore relativo alla figurina N. 500. L'insetto raffigurato veniva infatti detto "calabrone", pur non essendolo manifestamente (
un calabrone è simile a una  vespa di grosse dimensioni) . L'errore veniva ripetuto nella corrispondente pagina degli indici, come si vede nelle seguenti immagini (della pagina 27 e della pagina 45).  





   









L'editore si avvide per tempo dell'errore commesso, e distribuì l'album ormai stampato con un foglietto di errata corrige incollato nella pagina 49 dell'album (si rammenti che contiamo sempre anche le copertine), come si vede nell'immagine seguente.








Nota (gennaio 2019) - Domenico Battaglia, già nominato in altre pagine del museo, ci invia cortesemente la seguente immagine, che dimostra come l'editore abbia cercato di segnalare l'errore commesso correggendo anche il retro della figurina incriminata:






Nota - E' curioso sottolineare come il disegno della figurina N. 500 non rappresenta sicuramente un calabrone, ma a ben vedere neppure un maggiolino! Il disegnatore, in questo come in altri casi, ha alquanto liberamente interpretato i soggetti da raffigurare, come rilevato nel seguente commento di una gentile ex collega di Scienze Naturali, la quale ci ha pure inviato la foto seguente: "
Dalle immagini delle figurine si può capire come i disegni siano stati liberamente interpretati dall'autore, non sono scientificamente corretti. Certamente non si tratta di un calabrone. Il calabrone è una bella vespa di grosse dimensioni. Per quanto riguarda il maggiolino, le antenne sono totalmente diverse in quanto questo coleottero è uno scarabeide  lamellicorne, presenta una clava antennale con lamelle mobili. Le elitre, primo paio di ali sclerificate, del maggiolino (Melolontha melolontha) sono brunastre rossicce, presentano strie longitudinali. La parte terminale dell'addome non è ricoperta dalle ali ed è triangolare. Le strie delle ali e l'addome triangolare SONO GLI UNICI CARATTERI CHE POSSONO FAR VAGAMENTE SOMIGLIARE L'INSETTO AD UN MAGGIOLINO. Certo, ripeto, se si tratta di un maggiolino, allora l'autore ne ha fatto una rielaborazione molto personale, il disegno non essendo conforme alla morfologia di questo coleottero".






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Nota (aprile 2013) - L'amico Massimo Del Senno ci fa notare che l'editore avrebbe dovuto apportare anche ulteriori correzioni, per esempio:
"nella stessa pagina, a sole sette figurine di distanza dal povero calabrone-maggiolino, al numero 493, nella fila immediatamente superiore sotto l'immagine di un cervo volante (Lucanus cervus), insetto un tempo tra i più comuni (e i più grandi) nei nostri boschi, è scritto 'Scarabeo rinoceronte', che è un altro coleottero di dimensioni ragguardevoli anch'esso, definito come 'comune' (io ne ho visto uno solo a Stromboli). Non capisco perché questo sia sfuggito ai collaboratori dell'editore - vabbè che nel primo caso si confondeva un coleottero con un imenottero, mentre nel secondo (493) sono due coleotteri, ma insomma. Per completezza ti propongo l'immagine dello scarabeo rinoceronte "vero" accanto a quella sbagliata".




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Rimediato in questo modo all'errore, l'editore fece stampare una nuova versione dell'album corretta, che è sostanzialmente quella riportata integralmente nel museo (si noti che la descrizione del maggiolino non coincide esattamente con quella che era stata riportata nell'errata corrige). Diciamo sostanzialmente perché l'album del museo riporta nell'ultima di copertina il prezzo di L. 100, mentre il prezzo della prima versione corretta dell'album era di L. 60, identico peraltro a quello della versione errata dell'album, si veda la seguente immagine.








Le tre diverse edizioni che stiamo descrivendo (per ricapitolare, una prima sbagliata con errata corrige; una seconda corretta con prezzo di L. 60; una terza, ovviamente corretta, con prezzo di L. 100: la prima di copertina rimane sempre assolutamente immutata) si distinguono anche per altri particolari.

In quella che riteniamo la primissima edizione NON appare la data a pag. 50, si veda l'immagine seguente, mentre la data 1950 appare nelle altre due edizioni (rimane quindi il dubbio che l'edizione errata possa risalire addirittura al 1949).







Nell'album in possesso del Borsani lo stampatore viene indicato come:

Industrie Grafiche Succ. BESOZZI - Milano

mentre in quello presente nel museo si trova:

Lit. F. Milani Succ. - Milano.

Si noti altresì che nel retro copertina dell'edizione appena scoperta è assente quello che diverrà il classico marchio delle raccolte dell'editore: "E' una Collezione Lampo".


Un'ultima significativa differenza dell'album diciamo Borsani dalle successive edizioni maggiormente note riguarda infine la pagina 3. In essa sono completamente assenti le informazioni relative all'editore (Casa Editrice Astra, più relativo celebre indirizzo), e la scritta introduttiva della raccolta è inclinata a 45 gradi. Si confronti l'immagine che segue con quella presente nel museo.








AGGIUNTA (marzo 2013).

Ricapitoliamo qui di seguito la storia delle ben sei diverse edizioni dell'album a noi note relative al ristretto periodo fine 1949/1950, secondo una verosimile successione cronologica (non prendiamo per il momento in considerazione l'esemplare di cui alla nota
del 2 novembre  2012 riportata nel paragrafo successivo). Specifichiamo sin d'ora che tutti gli album elencati hanno 52 pagine numerate (copertine incluse).

- Esemplare Borsani
- Prezzo di copertina L. 60 apposto con un timbro.

- Nell'album NON sono presenti informazioni sull'editore, la scritta iniziale "Albo per figurine di Animali" si trova su due righe oblique.
- In nessun parte dell'album è riportata la data.
- Lo stampatore nella copertina posteriore risulta: Industrie Grafiche Succ. BESOZZI - Milano, mentre alla pag. 50 è scritto: Stampato in Italia - Grafiche Succ. Besozzi - Milano (ricordiamo che utilizziamo sempre la convenzione del museo di contare a partire dalla prima di copertina, indipendentemente dall'eventuale presenza di una numerazione delle pagine interna all'album, che è peraltro sempre presente negli album in discorso) .
- Nel retro copertina (e se per questo anche altrove) è ASSENTE la scritta: "E' una Collezione Lampo".
- Il particolare più interessante di quella che oggi riteniamo l'autentica prima edizione della raccolta, è che essa conteneva un errore relativo alla figurina N. 500: l'insetto raffigurato veniva infatti detto "calabrone", pur non corrispondendo il disegno. L'errore veniva ripetuto nella corrispondente pagina degli Indici. L'editore si  avvide evidentemente per tempo dell'errore commesso, e distribuì l'album ormai stampato con un Errata corrige incollato sulla  pagina 49. Nelle versioni successive dell'album a tale  errore si è posto rimedio (si noti pure che nell'esemplare Borsani la descrizione del maggiolino riportata nell'Indice non coincide esattamente con quella stampata nel detto Errata corrige).

Nota: Rimanendo ormai stabilito, come si vedrà nel seguito, che la data di nascita della raccolta è il mese di ottobre del 1949, va sottolineato che NON sappiamo in realtà né se l'esemplare Borsani corrisponda proprio all'album della primissima edizione, né che sia proprio del 1949, e non per esempio dei primi mesi del 1950. Non sappiamo per certo nemmeno se esista un'analoga versione dell'album ad esso ancora precedente senza Errata corrige.

- Esemplare Coppo (e Vernazza)
Si tratta di una versione pressoché identica alla precedente, salvo che il prezzo di L. 60 risulta apposto a stampa e non con un timbro, mentre l'errore di cui alla figurina N. 500 è stato corretto.
 
- Esemplare Valtolina
- Prezzo  di copertina L. 60 apposto ancora con un timbro.

- Nell'album NON sono presenti informazioni sull'editore, la scritta iniziale "Albo per figurine di Animali" si trova ancora su due righe oblique.
- Nella copertina posteriore appare la data, 1950.
- Lo stampatore risulta: Industria Grafica Milanese Milano (a  pag. 50 è presente soltanto la scritta: "Stampato in Italia").
- Nel retro copertina è PRESENTE la scritta: "E' una Collezione Lampo".
- L'errore di cui alla figurina N. 500 risulta corretto come nell'esemplare Coppo, e d'ora in avanti lo sarà sempre (ovvero, la figurina N. 500 designerà costantemente il "maggiolino", e come tale viene anche descritta nella relativa pagina degli Indici).


- Esemplare Pannozzo
Quasi identico all'esemplare Valtolina
(ancora nessuna indicazione editoriale, scritta "Albo per figurine     di  Animali" su due righe oblique, presenza nella copertina posteriore del consueto slogan "E' una   Collezione Lampo" e della data 1950), ma il prezzo di copertina è di L. 100, riportato a stampa. Coincide anche l'indicazione del la tipografia nella copertina posteriore: Industria Grafica Milanese Milano, mentre a pag. 50, sotto alla scritta: Stampato in Italia, si trova adesso anche: "Arti Grafiche A. Girotto Via Priv.  Braida, 16 - Milano", il che fa supporre che si tratti di due denominazioni diverse della  medesima ditta, a meno che non si tratti naturalmente di una copertina non  originale attaccata ad un album senza copertina da qualche precedente possessore della copia in questione! (oppure, ancora, che la parte interna dell'album fu in effetti stampata dalle ARTI GRAFICHE A. GIROTTO, mentre la copertina con cui l'album fu completato proveniva da uno stock diverso prodotto da una SECONDA E DIVERSA tipografia, appunto la Industria Grafica Milanese; tale l'ultima soluzione del piccolo mistero editoriale ci sembra la più probabile, ritenendo dubbio sia che quelle due denominazioni differenti possano corrispondere alla medesima ditta, sia che qualcuno abbia aggiunto una copertina spuria all'esemplare Pannozzo). Sottolineiamo che rimane in effetti la circostanza che tale copertina risulta diversa da quella dell'esemplare Valtolina nel particolare del prezzo.

- Esemplare Bartocci
Quasi identico ai due esemplari precedenti (
ancora nessuna indicazione editoriale, scritta "Albo per figurine di Animali" su due righe oblique, presenza nella copertina posteriore dello slogan "E' una  Collezione  Lampo" ), come nell'album Pannozzo il prezzo di copertina è di L. 100, riportato a stampa, ma qui non c'è data (né nel retro copertina, né altrove). Nella copertina posteriore lo stampatore risulta stavolta: Grafiche A. Girotto - Milano , informazione che nella pag. 50 viene precisata come nell'edizione descritta dianzi: su due righe, prima "Stampato in Italia" e poi "Arti Grafiche A. Girotto Via Priv. Braida, 16 - Milano ".
  
- Esemplare Del Senno (e Fangaresi) ( presente nel secondo piano del museo )
Rispetto ai tre esemplari precedenti, la novità di maggiore rilievo è che alla pag. 3 compare finalmente su tre righe l'indicazione editoriale: "Casa Editrice Astra / Milano / Vicolo G. De Castillia, 7", la quale viene ripetuta a pag. 4: "
Casa Editrice Astra Soc. r. l. Milano", preceduta dall'indicazione "Copyright 1950" . La scritta "Albo per figurine di Animali" è stampata adesso su due righe orizzontali, nella copertina posteriore è presente ovviamente lo slogan "E' una  Collezione  Lampo" , il prezzo di copertina L. 100 viene riportato a stampa, e lo stampatore risulta: " Lit.  F. Milani Succ. - Milano" . Nella pag. 50 vengono riportate invece, su tre righe, la data 1950, e poi semplicemente: "Stampato in Italia / Printed in Italy". Si tratta di un'edizione che riteniamo ormai "stabile" per l'anno 1950.
  
Aggiungiamo per completezza che l'editore rimette mano all'album già nel 1951*. Si tratta di una nuova versione dell'album Astra quasi identica alle ultime del 1950, con prezzo ancora di L. 100 e la scritta "Albo per figurine di Animali" stampata su due righe orizzontali , ma adesso le pagine (sempre numerate), diventano 40, più ovviamente copertine. Tale nuova edizione, che "ripropone  il fortunatissimo album d'esordio della casa editrice", "ha una pagina in  meno di frontespizio e una diversa impaginazione delle didascalie stampate  in appendice, ove si utilizza nell'introduzione alle varie classi di animali  un carattere assai più piccolo. Il tutto si traduce in un risparmio  di spazio che fa sì che questa edizione abbia 8 pagine in meno dell'originale  pur conservandone in pieno le caratteristiche essenziali".

* Nota (giugno 2017): Il collezionista scledense Giampietro De Camilli ci comunica cortesemente di essere in possesso di una copia dell'album in parola sostanzialmente identica alla descritta versione 1950 (pagine 48 più copertine, Grafiche Igiesse, prezzo L. 100), ma con la data 1951. Il dianzi descritto significativo cambiamento editoriale non avvenne quindi certamente nei primi mesi del 1951, ma più avanti.


Nota: Rimane ovviamente la curiosità di sapere come mai l'editore Lotario Vecchi abbia fatto ricorso a tante diverse ditte per la stampa dei suoi album, in un periodo di tempo sicuramente alquanto limitato. Si potrebbe pensare che producesse poche copie alla volta, procedendo a successive ristampe mano mano che le precedenti andavano esaurite, ma in una successiva sezione della presente scheda scritta il 24 giugno 2012 (successiva quindi non in senso cronologico) viene riportato un brano dal secondo volume di Collezionismo Italiano (Compagnia Generale Editoriale,  Milano, 1979), in cui si afferma che:
"La prima tiratura fu di 10.000 album e 250.000 figurine, divise in gruppi di 8 che venivano messi in ciascuna bustina, venduta poi al prezzo di 10 lire. Fu un successo incredibile, tanto che fu necessario  provvedere in tutta fretta a varie ristampe". Certo, si accenna a varie ristampe, ma il numero delle copie

iniziali non appare poi tanto esiguo, soprattutto se si tiene conto di quella che risulta l'attuale estrema rarità della primissima edizione dell'album (oltre all'esemplare Borsani dianzi nominato non ne conosciamo invero nessuno, né ne abbiamo mai visto qualcuno offerta in vendita da qualche parte).


Sottolineiamo esplicitamente che quanto precede conduce a diverse rettifiche di talune delle notizie reperibili nel Catalogo Mencaroni-Valtolina. Precisamente:
   
1 - La data di nascita della famosa e longeva collezione (come vedremo qui nel seguito, quasi trent'anni di vita, cioè almeno dal 1949 al 1981!) è appunto il 1949 e non il 1950, come invece riportato nella sezione N. 116a del I volume del Catalogo.

2 - Nella sezione N. 116b si afferma che l'album da 40 pagine (copertine escluse) del 1951 inaugura "la collana 'Collezioni Lampo'", ma anche tale data di nascita va retrocessa di un anno, quindi 1950 e non 1951.

3 - Nella sezione N. 116a viene indicato il prezzo di copertina in L. 60, mentre il prezzo più "comune" delle edizioni 1950 dell'album è di L. 100. Il prezzo di L. 60 è solo della (o delle) edizione(i) 1949, e forse delle primissime 1950, per di più lo conosciamo solo apposto con un timbro, e non a stampa come nelle versioni da L. 100.

4 - Data l'affermazione presente nella sezione N. 116b di cui al punto 2, si dedurrebbe che l'album presentato nella sezione N. 116a sia un album Astra SENZA la scritta "E' una Collezione Lampo", ma dell'esistenza di un tale album non abbiamo finora traccia.


[Si ringraziano di cuore tutti i collezionisti che ci hanno cortesemente e in diversa misura aiutato nella precedente complessa ricostruzione, ovvero (nell'ordine in cui sono stati citati): Fabrizio Borsani, Piero Coppo (con Aldo Gabbiano), Gianni Vernazza , Marco Mario Valtolina , Ernesto Pannozzo, Massimo Del Senno , Dario Fangaresi .]


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Nota (2 novembre 2012, integrata 14 aprile 2013) - Ancora Fabrizio Borsani ci comunica     gentilmente quanto segue:

"Ho da sottoporle un'altra curiosità editoriale. Sono recentemente entrato in possesso di un esemplare dell'album Animali di tutto il mondo edito nel 1950, sostanzialmente identico a quello  presentato nel museo. [L'esemplare che abbiamo detto dianzi Del Senno-Fangaresi.] Presenta però rispetto ad esso alcune particolarità, per esempio contiene all'interno un foglietto di Errata corrige in riferimento alle figurine 243 e 343, alcune delle quali erano state stampate con il retro invertito, ed alla figurina 350, incompleta nel nome" (si veda l'immagine successiva).



 
 
E' chiaro che l'ulteriore album rinvenuto da Borsani costituisce un'ulteriore edizione rispetto alle sei dianzi elencate, successiva a tutte queste. Lasciamo stare l'inversione delle due figurine 243 e 343, che in un certo periodo avrà causato qualche errore di incollamento in collezionisti che non si sono accorti da sé dell'errore (peraltro assente nell'esemplare presente nel museo, impossibile sapere ovviamente come erano in origine i retro delle figurine in oggetto). Più interessante ai fini di una datazione appare invece il secondo errore segnalato nel foglietto di Errata Corrige, questo invece sì presente nell'album del museo:







Ecco come si presentavano invece le edizioni successive a quella reperita da Borsani, nelle quali l'errore è stato corretto:





Insomma, gli album senza il Piccione di Bucara sono della prima parte  del 1950 (o addirittura, come abbiamo detto, del 1949), mentre quelli con tale figurina vanno collocati dalla seconda parte del 1950 in avanti, quando l'errore è stato ormai individuato e definitivamente corretto...
    

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SULLA PRIMA RACCOLTA DA EDICOLA
CON BUSTINE SIGILLATE



La precedente approfondita analisi su quella che potrebbe essere l'autentica prima edizione della famosa raccolta ha qualche risvolto interessante anche per ciò che concerne la seguente domanda: qual è stata la prima raccolta di figurine con album distribuita in bustine sigillate nelle edicole?

La questione è significativa, poiché riteniamo che  la distribuzione in bustine sigillate debba essere considerata un'importante INVENZIONE, un momento cruciale nella storia delle  figurine, perché si va finalmente al di là di quelle  inserite da varie aziende (quindi non veri "editori") come omaggio  all'interno di prodotti con intenti pubblicitari-promozionali e sovente annesso concorso a  premi (per cui l'interesse nei  confronti della raccolta in sé diveniva spesso secondario). Possiamo includere in tale genere anche le figurine inserite in pubblicazioni  a stampa da cui esse potevano venire ritagliate (il più delle volte, raro ma non escluso il  caso in cui le figurine venivano offerte tali  e quali come dovevano essere utilizzate).   La differenza essenziale è che, se uno voleva avere tanto per dire tot  figurine di  una data raccolta,  allora doveva acquistare tot prodotti o tot albi, mentre con la distribuzione diretta nelle edicole la situazione cambiava completamente, e si potevano acquistare solo figurine nella quantità desiderata.   Un passo intermedio in detta  direzione è sicuramente costituito da "cartine" (così venivano chiamate un tempo le figurine) messe in vendita presso le edicole (o le  cartolerie) in pacchetti racchiusi in veline  trasparenti, quali quelle della serie "La guerra nostra" della V.A.V. ( vedi la scheda anteguerra A), come   sappiamo dal   preciso ricordo personale di un  collezionista, o di alcune serie Nannina, o Cicogna o  Stella (nella successiva immagine alcune veline Nannina), ma il punto di arrivo di tale evoluzione è senz'altro l'invito diretto all'acquisto di bustine sigillate di cui non si conosce in anticipo, nemmeno  parzialmente, il contenuto (che era invece almeno parzialmente visibile con le dette veline,  le quali per di più, essendo aperte nella parte inferiore e superiore, non rendevano inaccessibile il contenuto dei pacchetti, con la gentile complicità dell'edicolante). Un effetto di sorpresa e di piacere, con il conseguente scambio di doppioni che favoriva la socializzazione*, il quale costituiva l'essenza del collezionismo di  figurine come  l'hanno conosciuto tanti  ragazzi dei  primi anni '50, ed oltre.





Sottolineiamo che in effetti alcune figurine pubblicitarie del periodo anteguerra vennero distribuite rinchiuse in un'apposita bustina (per esempio, quelle del Concorso Calze Lux, o della Super Gara Santagostino, vedi la scheda dianzi menzionata), ma non corrispondono ancora evidentemente alla tipologia che ci interessa. Inoltre, che ci sono forse serie distribuite alla fine degli anni '40 in bustine che si potevano acquistare nel numero che si voleva nelle edicole, però senza album: ripetiamo che la nostra indagine si riferisce alle raccolte diciamo "normali", album + bustine sigillate acquistabili nelle edicole.

Così illustrata la questione, cerchiamo di offrire una risposta. A proposito della raccolta in oggetto, "Animali di tutto il mondo", nel catalogo Mencaroni-Valtolina viene affermato, tra l'altro, quanto segue:

"Celebre album d'esordio della casa editrice, è generalmente considerato, con tutta probabilità a torto, come il primo esempio del genere di figurine 'da edicola', mentre resta assolutamente incontestabile la sua definizione di album più importante dal punto di vista storico".

Orbene, laddove è chiaro che NON si tratta del primo album in  assoluto le cui figurine venivano distribuite nelle edicole (per una storia delle figurine dal 1945 al 1950, si veda la relativa scheda presente nel museo) , dal momento che appaiono essere tali per esempio  tre raccolte sportive Cicogna dedicate ai campionati 1948-49 e 1949-50 ("Tuttocalcio campionato 1948-49 Serie A" +
"Tuttocalcio  campionato  1948-49 Serie B" e "Tuttocalcio campionato italiano di calcio 1949-50") , oppure l'analoga "Stadio" della B.E.A.,  riferita al campionato 1948-49, ecco che invece siamo qui (probabilmente ) di fronte al primo album con figurine distribuite in bustine sigillate nelle edicole!

C'era in effetti qualche dubbio che l'"invenzione" in  parola potesse  essere attribuita a Giuseppe Rizzi, il fondatore della B.E.A. ( vedi la relativa scheda), in connessione a qualcuna delle sue quattro 
raccolte del biennio 1949-1950: "Stadio" (1949), "Albo Premio Gool Sport" (1950, campionato 1949-50), "Campionato di Calcio Fotocolor" (ancora 1950, dedicato però al campionato  1950-51),   "Popoli  Continenti Costumi" (1950). La prima di queste però non aveva sicuramente un'apposita bustina, le figurine erano distribuite con il metodo dianzi illustrato delle veline. La seconda presenta un'interessante evoluzione delle dette veline, vedi l'immagine successiva:






Non si tratta di una normale bustina, perché il lembo inferiore e  superiore sono aperti, come appunto nel caso delle veline, ma non siamo di fronte nemmeno ad un involucro di semplice carta trasparente, bensì ad un oggetto tipograficamente complesso, con un disegno a colori nella facciata anteriore e le tradizionali informazioni pubblicitarie su quella posteriore. Alle altre due menzionate raccolte del  1950 fu invece senz'altro associata una normale bustina, eccone le immagini  qui di seguito:  
 









(si noti che la sigla B.E.A. non viene esplicitamente riportata in nessuna delle tre "bustine", e se per questo non ci sono nemmeno indicazioni di prezzo; sulla questione si dice qualcosa nella nostra scheda concernente i prezzi delle bustine).

Per risolvere il dubbio
abbiamo interpellato direttamente la Sig.ra Itala Rizzi, moglie e collaboratrice del citato Giuseppe (a lei si deve l'esortazione rivolta al marito ad abbandonare le raccolte sportive per dedicarsi esclusivamente alla produzione di album del genere didattico, circostanza data la quale siamo certi che la collezione "Popoli  Continenti Costumi" segue "Campionato di Calcio Fotocolor" verso la fine del 1950). La Sig.ra Rizzi ci ha comunicato il ricordo che la  prima di dette raccolte fu precisamente     ANIMALI DI TUTTO IL MONDO, edita dal Sig. Lotario Vecchi che al tempo abitava in Spagna ed aveva appena fatto ritorno a Milano (il che  induce tra l'altro a prendere in considerazione l'ipotesi che proprio in Spagna Vecchi potesse aver conosciuto tale genere di distribuzione delle  figurine, una  questione nella questione che bisognerà approfondire ), una modalità che ispirò prima il cambiamento illustrato a proposito delle pseudo-bustine con le quali vennero distribuite le figurine dell'"Albo Premio Gool Sport" , e poi con il confezionamento di regolari bustine sigillate per le due raccolte successive .

[La testimonianza della Sig.ra Rizzi sembra confermare quanto abbiamo in precedenza accennato a proposito della distribuzione in veline delle raccolte Cicogna, vedi anche la nostra breve storia degli album calcistici del dopoguerra fino al primo album Panini.]

Oltre ad avere la risposta alla nostra domanda su quale sia stata la prima raccolta di figurine distribuite in bustine sigillate nelle edicole, ecco che viene pure almeno parzialmente risolto il problema di datare con esattezza la primissima edizione di codesta "storica" collezione dedicata al mondo animale. Infatti essa precedette l'
"Albo Premio Gool Sport", e poiché questo si riferiva come detto al campionato 1949-50 , ecco che le relative figurine devono essere state messe in circolazione nelle edicole nei  primi  mesi del 1950. A dar fede al ricordo della Sig.ra Rizzi, si deve  presumere pertanto che l'album di Vecchi uscì  nelle prime settimane di quell'anno, o meglio ancora negli ultimi mesi  del  1949, come abbiamo dianzi supposto, la ricostruzione qui offerta tornerebbe ancora meglio...

[Enunciamo in maniera esplicita un'altra conclusione dell'analisi precedente. Sappiamo adesso che la prima bustina in assoluto fu quella della raccolta Animali di Vecchi, una bustina del genere didattico, ed anche che la prima bustina in assoluto del genere sportivo fu quella Fotocolor B.E.A. di cui alla scansione sopra riportata.] 
 
Val forse la pena di notare, per finire, che l'iniziativa di vendere delle bustine il cui contenuto era del tutto sconosciuto, con il rischio che al limite si venissero ad acquisire tutte figurine inutili, perché già le si possedevano, non fu ben accolta da tutti, dal momento che alcuni editori iniziarono quasi subito la  ... lotta ai doppioni (in effetti c'è da tenere presente che i doppioni erano inevitabili anche nel caso di figurine distribuite a fini promozionali all'interno di prodotti alimentari
etc., sicché non si vede nessuna nuova ragione particolare per un tale atteggiamento). Per esempio i primi album delle Edizioni Carroccio, pubblicati tra il 1950 e il 1951, commercializzarono "le proprie figurine in bustine numerate, acquistabili singolarmente o in blocco in apposite confezioni, il che consentiva un facile e poco dispendioso completamento delle raccolte senza che il collezionista fosse vessato dal consueto accumularsi di 'doppie' e dalla necessità di richiedere le figurine mancanti" (dal catalogo Mencaroni-Valtolina, vedi immagini seguenti - ulteriori notizie sulle raccolte di figurine negli anni della "ripresa", cioè dal 1945 al 1950, si possono trovare nella nostra scheda appositamente dedicata all'argomento ). Certo, ma ribadiamo che si toglieva così anche ... gran parte del divertimento*!















* Nella nostra Prefazione al III volume del Catalogo Mencaroni-Valtolina, abbiamo scritto: "chi non si è mai arreso alla rievocazione nostalgica dei momenti in cui apriva ansioso una bustina, nella speranza che contenesse uno degli ultimi pezzi mancanti?", invitando poi a leggere: "la splendida rappresentazione che di un simile evento offre Gianni Cristofori (volume primo, pag. XII)". Poiché siamo in argomento (e sebbene si tratti di una diversa modalità di distribuzione delle figurine, sempre comunque ... a sorpresa), ci sembra di far cosa gradita ai visitatori del museo riportando qui di seguito l'intero brano in questione.

"Potrei festeggiare il quarantennale di una passione di bambino che mi sono trascinato, con minore o maggiore intensità, da una calda estate del 1959. Anzi, da una calda notte d'estate passata praticamente insonne aspettando che arrivasse la mattina e, con la mattina, la figurina N. 44, quella bandiera della Rhodesia che a Bologna, per gli scherzi della distribuzione che regolano anche il mercato di oggi, nessuno riusciva a trovare. Ci pensò mo nonno a trovarla, convincendo il gestore del bar del suo dopolavoro, dopo un'intensa trattativa, a vuotare un'intera macchinetta distributrice, uno di quei contenitori di metallo azzurro e giallo che in quella calda estate del '59, e anche per qualche anno ancora, stavano davanti a decine di locali pubblici, o lungo le strade dei giardinetti. S'introducevano 10 lire, si gettava regolarmente la gomma da masticare, ma si conservava gelosamente il cartoncino colorato; prima le bandiere, poi i calciatori e i ciclisti, infine gli aerei. Chissà perché, molti della mia generazione iniziarono così, piuttosto che strappando bustine comprate in edicola, a collezionare figurine, Chi è rimasto bambino dentro (chissà se è un bene o un male?) o chi è ritornato bambino ritrovando un album in cantina o in un mercatino, forse si è reso conto del perché la figurina, più del fumetto, per esempio, evochi il ricordo e dia fuoco alla passione".


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24 giugno 2012

Ci scrive un prezioso collaboratore del museo, già varie volte nominato, Dario Fangaresi, segnalandoci    che alle pagine 737-738 del secondo volume di Collezionismo Italiano
(Compagnia Generale Editoriale, Milano, 1979) è presente la completa soluzione della questione cronologica lasciata in sospeso nella sezione precedente. Ciò ci permette finalmente di stabilire una data esatta per l'inizio della storia delle raccolte di figurine distribuite in bustine sigillate nelle edicole: ottobre 1949.

Riportiamo qui di  seguito il contenuto dell'intero paragrafo, che avevamo già letto quando però  la   questione non ci interessava, e quindi ahimé ... subito dimenticato (come si direbbe in termini epistemologici, non avevamo ancora l'attrattore giusto). Su certi particolari non siamo d'accordo con l'autore (per la verità sia qui sia in altri punti), ma non sono rilevanti nel caso specifico. Sottolineiamo  inoltre che ci ha fatto piacere notare che la gran parte delle supposizioni alle quali eravamo pervenuti per forza di pura logica, sulla base delle informazioni incomplete disponibili, si sia infine rivelato esatto.


"La seconda generazione delle figurine
Negli anni dell'immediato dopoguerra le figurine da collezione (cioè quelle in carta leggera, dato che   quelle da gioco sono in cartoncino più o meno spesso) vengono prodotte per lo più in fogli stesi che gli  stessi acquirenti provvedono a ritagliare. Poi arrivano anche in Italia le prime bustine di figurine di  una raccolta prodotta dall'editore Fher  di Bilbao, in Spagna, dedicata agli animali esotici. E' un  successo di portata  imprevedibile, e c'è un italiano pronto a cogliere l'occasione senza indugi.
A lanciare, anzi a "rilanciare", sul mercato italiano le figurine da collezione è un uomo di sessant'anni,    Lotario Vecchi, che da qualche tempo fa l'editore producendo dispense di  romanzi popolari come   "Sedotta e abbandonata" o "La muta di Portici". Vecchi è un  uomo venuto su dalla  gavetta, che da giovane ha fatto lo scaricatore e che  ha potuto tramutarsi in editore grazie a una piccola vincita alla    lotteria: intuisce le  possibilità che le figurine hanno come  veicolo di "comunicazione di massa" per un pubblico di  ragazzi e si  getta a corpo morto  in  questo ramo. Pochi mesi più tardi, nell'ottobre del 1949 i primi pacchetti di figurine di animali :  l'immagine era abbastanza curata e sul retro era stampata una descrizione delle caratteristiche dell'animale (ambiente in cui vive, lunghezza, altezza, alimentazione, ecc.); la stessa descrizione era stampata anche sull'album, sotto lo spazio dove la figurina sarebbe stata incollata*. La prima  tiratura fu di 10.000 album e 250.000 figurine**, divise in gruppi di 8 che venivano messi in ciascuna bustina, venduta poi al prezzo di 10 lire. Fu un successo incredibile, tanto  che fu necessario provvedere in tutta fretta a varie ristampe.
Vecchi (d'accordo col suo socio d'affari Vincenzo Baggioli , ex giornalista e disegnatore di fumetti) si gettò a corpo morto nell'impresa, sfornando nuove serie di figurine con immagini di fiori, vedute d'Italia, protagonisti dello sport; ma il successo della prima serie non fu più ripetuto, con l'eccezione forse della serie di figurine dedicate al film "Marcellino pane e vino" , venduta in migliaia di esemplari.
Ovviamente sulle orme di Vecchi e Baggioli si lanciarono decine di imitatori e il mercato riprese a fiorire, pur senza punte di successo paragonabiIi a quelle del passato".

[* Nel brano riportato ce ne sono diversi, ma questo è un errore che non possiamo non segnalare esplicitamente: come sappiamo, infatti, le descrizioni erano riportate tutte insieme nelle pagine finali dell'album.]

[** Le due informazioni numeriche appaiono incongrue tra di loro, perché così sarebbero state stampate solo 25 figurine per album! Forse è stato saltato uno zero, e poi ci sembra in effetti esagerato il presunto numero di album per la sola prima tiratura, tenuto conto che di esemplari dell'autunno 1949 ne conosciamo uno soltanto, quello sopra detto Borsani, pur avendo svolto un'indagine abbastanza accurata presso diversi collezionisti
.]

Ecco un'immagine di uno dei foglietti da 8 figurine di cui al brano precedente (nella prima scansione a sinistra, il foglietto "chiuso" così come lo si trovava all'interno delle bustine):


 


Nota: In successive riproposte della raccolta, di cui presto diremo, furono presentati foglietti da 12 figurine, come quello dell'immagine seguente (che si riferirsce ad una riedizione della Casa Editrice Moderna):







Aggiungiamo un'immagine della copertina dell'album spagnolo (ripresa dal Catalogo del album de cromos en España (1900-1960) , di Juan Damian Hernanz Moreno, pubblicato in proprio, Madrid, 1995), ed alcune delle celebri primissime (possiamo ormai dire) bustine italiane (nelle versioni sia normale da 10 Lire, sia con sovrascritta che riduce il prezzo a 5 Lire, e precisiamo che esistono bustine di diverse tonalità cromatiche; curioso osservare come in essa non appaia il  famoso disegno del Koala, che ci si sarebbe viceversa aspettato).
















Nota: Costituiscono invece ancora un "mistero" editoriale le seguenti bustine, del tipo "omaggio" che venivano spesso distribuite davanti alle scuole, in modo da invogliare gli scolari ad iniziare la raccolta . Le presentiamo nelle tre versioni cromatiche che ci sono note, verde, rosso e violetto.














(Terza immagine cortesia di Dario Fangaresi.)


Come si vede, infatti, esse hanno il fronte identico alla bustina di cui sopra, e nella versione rossa e violetta presentano anche la sovrascritta che riduce il prezzo a 5 Lire  (ovviamente, la riduzione deve   intendersi per le bustine "normali", dal momento che tutte quelle raffigurate erano  invece distribuite in  omaggio; accomuna tali bustine "misteriose" alla precedente pure il prezzo delle bustine normali, che    risulta essere ancora di 10 Lire ). Sono però completamente anonime quanto  a provenienza  editoriale, il che costituisce una sorprendente eccezione se si tratta, come è ragionevole ritenersi, di "figurine Lampo" (in  effetti, la stampa venne effettuata dalla Goglio di Rho, ditta tuttora attiva, la quale produsse pure nella seconda metà degli anni '50 almeno una bustina  della serie Calciatori della Lampo, oltre per esempio alle bustine Carroccio presentate dianzi). Viene naturalmente la congettura che tali bustine anonime possano riferirsi alla primissima edizione della raccolta, quella che abbiamo ricondotto all'anno   1949, la quale appunto NON recava alcuna indicazione  editoriale, ma lascia in qualche dubbio la circostanza che mentre gli album del 1949 appaiono molto rari, ciò non è altrettanto vero per le bustine in discorso. Non si può peraltro escludere che l'editore abbia continuato ad utilizzare tali bustine anche  in seguito, quando negli album comparvero il riferimento alla Casa Editrice Astra, e la celebre scritta: "E' una   Collezione Lampo".


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14 marzo 2013

Nel presente contesto ci sembra interessante accennare anche a qualche importante riproposizione della raccolta in oggetto,
a riprova della sua estrema longevità (addirittura oltre 30 anni, almeno dal 1949 al 1981!) e popolarità.


NOTA - CI SEMBRA NELL'OCCASIONE DI FARE COSA OPPORTUNA CON IL REDIGERE UNA SECONDA SCHEDA DEDICATA ALL'ALTRA FAMOSA RACCOLTA DELLA LAMPO DEDICATA AL MONDO DEGLI ANIMALI, UN'ULTERIORE LUNGA STORIA CHE VA DAL PRIMO ALBUM DEL 1954, INTITOLATO "NUOVA RACCOLTA FIGURINE ANIMALI", FINO ALMENO AL 1980, QUANDO LE EDIZIONI LAMPO SONO ORMAI DIVENTATE EDIZIONI FLASH, E TRASFERITE DA MILANO A CEPARANA (LA SPEZIA).


 






(Immagine cortesia di Beniamino Musto.)



 




Nella prima delle quattro immagini precedenti, a sinistra, la copertina di una nuova edizione effettuata dalla stessa Lampo nel 1958.
"Ennesima riproposizione della celebre raccolta, si distingue dalle versioni precedenti principalmente per la differente immagine di copertina (utilizzata in seguito anche da Ferdinando Cavaliere per la propria edizione dell'album). Il contenuto è identico a quello della versione con copertina "oro", cioè con le 23 figurine ridisegnate. Non è affatto improbabile che detta innovazione sia stata introdotta proprio in occasione di questa edizione della raccolta e che l'album con copertina "oro" ne sia solo una più tarda riproposizione. La raccolta è stata anche proposta con figurine in versione non dentellata.
NOTA: l'album presenta la stessa numerazione di 'Calciatori 1958/59'".
(Album di formato 21,5 X 31 , 40 pagine non numerate più copertine, 600 figurine lucide, disegnate, a colori, in versione dentellata e non, di formato 3,5 X 3,5 .)

La seconda immagine si riferisce invece alla copertina della appena menzionata riproposizione della raccolta effettuata qualche anno più tardi da Ferdinando Cavaliere Ed., Livorno. Essa era come detto sostanzialmente identica alla nuova copertina Lampo del 1958, ma vi compariva  in più l'esplicito riferimento alle "ricerche" scolastiche, un  argomento  di promozione delle raccolte di figurine di genere    didattico che diventerà di uso sempre più comune negli anni successivi . Nella terza e quarta immagine  una scansione in fronte e retro delle relative bustine, nella seconda delle quali dove viene ripresentato il messaggio della copertina con le parole: "Ecco un  aiuto  prezioso  per le vostre RICERCHE".
 
(Aggiungiamo informazioni sulle dimensioni della bustina in parola, 9 X 12,3 , quindi sensibilmente superiori a quelle delle bustine prime anni '50 viste sopra, le quali avevano invece il classico formato 6 X 9 circa ; le figurine erano del resto inserite nelle bustine come un foglietto unico di 8 figurine dentellate, che bisognava poi staccare le une dalle altre: "basta fare una piega in meno al foglietto ed ecco spiegato il formato maggiore della bustina Cavaliere" - da Marco Mario Valtolina).

"Ferdinando Cavaliere, autore tra l'altro dei testi dell'album (ma detta attribuzione figura solo in quello pubblicato dall'Editrice Moderna), tenta  l'avventura editoriale in proprio riproponendo per    l'ennesima volta all'attenzione dei collezionisti la più nota raccolta di figurine del dopoguerra. La versione qui proposta è quella con la copertina che riproduce vari animali, con modifiche al frontespizio e l'eliminazione delle illustrazioni che decoravano le pagine interne dell'album, realizzato tra l'altro in carta ben più pesante di quella utilizzata nelle edizioni precedenti [...]".
 
L'album (ancora di formato 21,5 X 31, 40 pagine non numerate più  copertine,
600 figurine lucide, disegnate, a colori, dentellate,  di formato 3,5 X 3,5 ) non reca data, ma per ragioni ormai chiare  è sicuramente posteriore al 1958, diremmo tra il 1960 e il 1963.

Procediamo con il presente excursus mostrando qui di seguito un'immagine della copertina della     predetta versione "oro" ( l'album è ammirabile nel primo piano del museo ), come anticipato di difficilecollocazione cronologica. Noi propendiamo per  una  diffusione nelle edicole successiva (sebbene non di molto) all'album Cavaliere, quindi intorno al 1964, ed allora tra le ultime collezioni propriamente  Lampo. Un'indiretta conferma di tale ipotesi proviene dalla bustina di cui all'immagine   successiva, che riteniamo appartenere alla raccolta  in oggetto (e non a quella del 1958)  per la presenza del messaggio: "Ecco un aiuto prezioso per le  vostre RICERCHE" , il quale riecheggia quello che adesso appare nella nuova copertina Lampo (e che sarebbe quindi secondo la nostra congettura ripreso tale e quale dalle  bustine Cavaliere; le due bustine hanno peraltro altre forti  somiglianze strutturali, ma la bustina Lampo è più piccola , avendo le dimensioni 8,4 X 10,4 , anche lei comunque più grande delle classiche vecchie bustine di cui abbiamo detto dianzi). L'argomento che maggiormente ci persuade della descritta ricostruzione è il prezzo delle bustine, che come si vede  è fissato in 20 Lire (un altro elemento  comune peraltro con le bustine Cavaliere), dal momento che proprio intorno al 1965 le bustine della Lampo, e delle sue successive nuove ragioni sociali, cominciano a passare da 10 Lire a 20 Lire (sull'interessante questione generale dei prezzi delle bustine si veda la nostra specifica scheda).
 











"Il fattore che contraddistingue questa raccolta da altre anonime riedizioni del fortunato prototipo non sta tanto nell'inedito bordo oro utilizzato per la copertina, né nel lieve mutamento della grafica del frontespizio. Il corpo centrale dell'album rimane in fondo identico a quello dell'edizione del 1951, ma 23 figurine, pur illustrando i medesimi animali delle precedenti edizioni, vengono qui presentate (per la prima volta? [...]) in una versione totalmente ridisegnata. [...]".

Per ulteriori notizie sulle varie riedizioni della raccolta, almeno per quanto riguarda il periodo "a colla", si rimanda direttamente all'inestimabile Catalogo Mencaroni-Valtolina. Qui accenniamo soltanto a quella che appare essere la sua ennesima riproposizione in versione con figurine non autoadesive, che può collocarsi intorno al 1969, stavolta con la nuova ragione sociale Edizioni Moderna (ad essa si è già fatto cenno nella  presentazione dell'album Cavaliere).















"In questa edizione l'impaginazione è radicalmente modificata: le figurine sono cambiate praticamente tutte di posto, i testi (firmati da Ferdinando  Cavaliere) largamente riscritti od adattati, con alcuni animali    ribattezzati nonché le didascalie stampate sotto le caselle delle figurine anziché in appendice. Inoltre  vengono qui proposti per la prima volta alcuni animali mai presentati  in precedenza (vedi per  esempio i nn. 4 [Talassicola nucleata] e 100 [Cane da pastore tedesco]), diversamente da quanto avvenuto in altre edizioni ove si erano solo ridisegnate alcune figurine mantenendone però inalterato il soggetto [...]".

Abbiamo già accennato alla circostanza che la storia non finisce a questo punto, al contrario, qui dovrebbe iniziare la rassegna delle versioni della raccolta con figurine autoadesive, per la quale si aspetta con ansia il III volume del Catalogo Mencaroni-Valtolina che si spera di imminente pubblicazione.

Noi accenniamo qui soltanto ad una nuova edizione Moderna del 1975 (si vedano le due immagini seguenti), con album di formato orizzontale e ridotto numero  di figurine, soltanto 315 (diminuzione alla quale corrisponde pure un drastico  ridimensionamento delle informazioni fornite nell'album * a proposito di ciascun animale - ad ulteriore confutazione di coloro i quali ritengono che le generazioni moderne abbiamo "ricevuto" sempre di più e siano quindi parecchio capaci, quando appare vero proprio il viceversa, detto per lunga esperienza di docente). La diminuzione del numero delle figurine viene compensata solo in parte dal loro aumento di formato: al solito quadrate e dentellate, ma passano da 3,5 cm a 4 cm.
* Le didascalie, identiche a quelle dell'edizione del 1969, continuano  invero  ad essere riportate nel retro delle figurine, scomparivano purtroppo  quando  queste venivano incollate nelle rispettive caselle (l'album è di sole 20 pagine, al solito copertine incluse, prezzo L. 50; in seconda di copertina è presente un Indice, con l'elenco di tutti gli animali illustrati nelle figurine).
















(Tre bustine di varie riedizioni Moderna.
Immagini cortesia di Beniamino Musto,
già citato dianzi, e per esempio nella scheda relativa
agli album sportivi Lampo.)

      
                               
Infine, proprio da ultimo, ad una riproposizione Flash del 1981 decisamente migliore della precedente (Anno V N. 24;
nell'album e nel retro delle bustine viene riportata esplicitamente la data di registrazione della casa editrice presso il Tribunale di La Spezia, 26-27/11/1976, la quale sarà per anni riportata su tutte le pubblicazioni della Flash , spesso inducendo in errore i collezionisti  in ordine all'effettiva datazione delle raccolte), di cui presentiamo qui di seguito un'immagine della copertina (un album di formato orizzontale,  a distanza di oltre 5 anni assai simile al precedente, però con 28 pagine, prezzo L. 200; stavolta l' Indice con l'elenco di tutti gli animali illustrati nelle figurine si trova alla pag. 3, e le ultime 6 pagine sono tutte dedicate alle didascalie presenti nei retro delle figurine, in una sorta di ... ritorno alle origini ) e delle relative bustine, in cui appare finalmente il celebre disegno del Koala (sebbene in versione ridotta e stilizzata; come si può vedere, il simbolo appare anche nella copertina dell'album, per un breve commento su tale utilizzazione si veda la scheda dedicata alla Nuova Raccolta Figurine Animali ). Le figurine, che l'editore definisce "metallizzate", aumentano, sia pure di poco, di numero, da 315 a 330, mantenendo il formato maggiore 4 X 4. Assai gradevoli dal punto di vista iconografico, il disegno contornato dalla classica cornicetta dentellata, adesso in giallo, viene riportato su uno sfondo dallo sgargiante colore rosso, si veda anche la successiva scansione di una pagina interna dell'album (nell'edizione dianzi citata lo sfondo era invece blu, e la cornicetta bianca).
      
      















Nota: Marco Mario Valtolina ci informa cortesemente che la raccolta con figurine metallizzate fu proposta anche in un album con una bella copertina diversa da quella sopra riportata, vedi immagine seguente. Per ulteriori notizie rimandiamo direttamente al III volume del famoso Catalogo ormai in fase di pubblicazione.


     




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UB, Perugia, prima versione giugno 2012, con successivi aggiornamenti.


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